Archivio mensile 30 July 2017

Katzenjammer puntata del 30 luglio 2017

Ecco la playlist di domenica 30 luglio. I telefonini importati in maniera maldestra, bracci robotici comandati dal cervello, stelle piccine piccine.. e anche musica e gossip vario

  1. Fluorescence – Mòn
  2. Cloud Riders – Tori Amos
  3. Everything Now – Arcade Fire
  4. No Horses – Garbage
  5. Time to Get Alone – Zooey
  6. Lazarus – David Bowie
  7. Hotter Colder – This Is The Kit
  8. Acqua Minerale – Giorgio Poi
  9. Paranormal – Alice Cooper
  10. Golden Gal – Animal Collective
  11. Niente Di Speciale – Lo Stato Sociale
  12. We Are All Made of Stars – Moby
  13. England Lost – Mick Jagger Skepta
  14. A Prayer For England – Massive Attack
  15. Tutto – Live in studio – Mèsa
  16. Malibu – Hole
  17. Conversation Intercom – Soulwax
  18. Queen of Chinatown – Amanda Lear

Bologna 2017

 

Gli amici, Bologna la grassa, il cibo e qualche bicchiere d’aiuto.

Una mostra di Van Gogh

Un passaggio senza sosta nel più bel cinema all’aperto d’Italia

E parole, chiacchiere, confessioni, risate con gli amici vicini anche se lontani. C’è sempre da idratarsi a Bologna d’estate, e i Bolognesi sanno come farlo… certo trovarne di Bolognesi non è facilissimo, ma qualcosa si riesce a fare.

Puntata del 16 Luglio 2017

Abbiamo salutato Maryam Mirzakhani che ci ha lasciato, abbiamo fatto un giro sulle sue e sulle scoperte matematiche di altri (capendoci poco a dire il vero…). Siamo saltati sui microbi che creano GIF, abbiamo fatto un giro tra notizie serie ma anche meno serie. Con della buona musica di sottofondo

  1. Sweet Child O’ Mine – Guns N’ Roses
  2. London Calling – Remastered – The Clash
  3. Maps – Yeah Yeah Yeahs
  4. Eat Liver! – Laibach
  5. Sold – Sugarman
  6. 25 Reasons – Louis Berry
  7. Felicity – The Night Café
  8. Losing Your Love – Paris Youth Foundation
  9. Eurofestival – Baustelle
  10. For Ella – Original – DJ Aladyn Animor
  11. Canopy – Emancipator
  12. Greenland – Emancipator
  13. I Need Some Sleep – Eels
  14. How Does It Make You Feel – Air
  15. Something to Talk About – Badly Drawn Boy
  16. Un incubo stupendo – Management Del Dolore Post Operatorio
  17. Oki – Cambogia
  18. Io non ho quel non so che – Voina
  19. Hurt – Johnny Cash
  20. Holding On – The War On Drugs

Katzenjammer puntata del 9 luglio

Scoperte da Ginevra riguardanti nuove spettacolari particelle, ransomwere e soluzioni, curiosità autobus cinesi giganti, e poi c’è la musica. Che cura tutti i mali.

  1. What’s In It For? – Avi Buffalo
  2. Walk To The One You Love – Twin Peaks
  3. Master of None – Beach House
  4. O tempora – Unòrsominòre.
  5. Undisclosed Desires – Muse
  6. Saintes Maries de la Mer – Ginevra Di Marco
  7. Everybody Hurts – R.E.M.
  8. Space Song – Beach House
  9. In The Morning I’ll Be Better – Tennis
  10. You Should All Be Murdered – Another Sunny Day
  11. This Charming Man – The Smiths
  12. Artista emergente – L’ennesimo
  13. Senza di te – Gazebo Penguins
  14. Windowlicker – Aphex Twin
  15. Overpowered – Róisín Murphy
  16. My Weakness – Moby
  17. Strict Machine – Goldfrapp
  18. What Else Is There ? – Röyksopp

Manifestazione 8 luglio 2017

L’8 luglio a Colleferro c’è stata una manifestazione contro il revamping degli inceneritori/termovalorizzatori. Poichè è un posto dove ho vissuto per 20 anni ma soprattuto, poichè quando aprirono i termovalorizzatori fui uno di quelli che andò in visita a sentire le raccomandazioni “non vi preoccupate, è tutto controllato e i dati arrivano direttamente all’ARPA” e poi qualche anno dopo si scoprì che i dati arrivavano ma non era impostato lo Zero della misura, per cui con questo simpatico stratagemma, c’hanno avvelenato per anni.

Con probabile complicità non meglio specificate.

Ora….riparire quei due mostri, insieme alla discarica (che doveva essere chiusa) e che sta a pochi metri da dove vado a passare la pasquetta (ovvero a casa di Margherita) non mi pare esattamente la soluzione migliore per cercare di ridare un poco di pulizia ambientale ad un territorio martoriato, distrutto, avvelenato nel nome del progresso, del ricatto del lavoro e del’industrializzazione.

Non impariamo mai dal passato. E il futuro fa schifo.

 

massimo-giannini

Caro Massimo, puoi ignorare questo post

Ciao Massimo Giannini, io non sono un giornalista, non sono un blogger, non faccio opinione e non pretendo visibilità (e adoro i disclaimer a inizio discorso!). Stamani, come sempre, ho sentito il tuo quotidiano intervento a Circo Massimo su Radio Capital. In generale devo dire che ha volte sono d’accordo con te, a volte no. 

Oggi hai parlato dell’ennesimo sciopero dei mezzi, hai accusato le rappresentanze sindacali non istituzionali e la mancanza di regolamentazione sulle modalità di sciopero (legge ferma da lungo tempo). E di tutto questo ne pagheranno il prezzo gli utenti. Questo è il podcast:

https://www.capital.it/programmi/circo-massimo/podcast/podcast-del-06072017/

E’ tutto vero, sicuramente… eppure esistono delle considerazioni un poco a margine che personalmente mi sento di esprimere.

Come primo punto il concetto di disagio e di sciopero: non sono un grande esperto, visto che non lavoro tra le categorie che scioperando potrebbero ottenere risultati, ma di fatto ho questo strano concetto che, tutto sommato, se non fai disagio il tuo sciopero non ha alcun effetto, o no? Non è proprio la mancanza, rallentamento o interruzione di un servizio la contropartita delle rivendicazioni lavorative? Se non si protesta creando disservizio, esattamente come si potrebbe protestare? Possiamo pensare di fare come (si dice, ma andrebbe verificato) facciano in Giappone ovvero continuando a lavorare con un cartello con scritto “lavoro si, ma sto protestando” ? Ecco non mi pare una soluzione fattibile in questo nostro paese.

C’è poi la questione della rappresentanza, questa differenza tra le grandi sigle sindacali e le innumerevoli sigle minoritarie sindacali. Certo sono tante, forse sono troppe, eppure mi pare che la rappresentanza e la fiducia nelle sigle sindacali istituzionali sia un tantino in calo negli ultimi anni, o è forse solo una mia impressione? Quindi forse, e dico forse, il fatto che ci si affidi a soluzioni rappresentative diverse dovrebbe quantomeno far pensare.

C’è poi un terzo fatto che mi lascia ancora più perplesso. Per tua stessa ammissione parli di “ragioni che non conosciamo bene e difficilmente vengono spiegate”, bhe non sarebbe il caso di informarsi e conoscerli questi motivi? Non sarebbe questo il ruolo dell’approfondimento o della riflessione giornalistica. Io, e quelli come me, sentiamo motivazioni come “rinnovo del contratto” o “carenze strutturali” e anche se non capiamo, o non vogliamo o non abbiamo tempo o non ce ne frega nulla, siamo contenti così ma penso che il tentativo di portare alla luce queste motivazioni sia proprio il ruolo di chi fa comunicazione e informazione.

Ho scarsa fiducia nelle lotte sindacali, nella rappresentanza, nella politica e forse sono anche io un populista generalista poco impegnato. Ma io posso permettermelo, io non parlo alla radio*. Io cerco di limitare anche le mie uscite sui social (la figura del webete è sempre dietro l’angolo… e spesso non sono gli altri, ma sono proprio io il webete). Da chi fa informazione e comunicazione mi aspetto che non cada in forme basse di generalismo e che, proprio perchè sarebbe il suo lavoro, fornisca una visione ampia, seppur condensata nello spazio di 1 minuto e 40.

La cosa bella di tutto ciò è che questo sfogo è solo per me, probabilmente non lo leggerai mai e sarei anche poco propenso a che lo leggesse qualcun’altro (sia per gli scarsi contenuti che per i numerosissimi errori di ortografia, grammatica e logica che saranno presenti). Alla fine di questa scrittura però mi sento meglio, sia per liberazione di espressione personale, sia perchè mi sono reso conto che in fondo chi parla in TV o in Radio sono persone come me, a volte dicono cose giuste, a volte cose non giuste o, più spesso, cose sulle quali non sono d’accordo.

Oggi per esempio non ero d’accordo. E va bene così.

 

 

*bhe a dire il vero ho una trasmissione su www.radiocittaperta.it, confesso, anche se tendo a parlare di altro. Però l’opposizione è giusta.