Archivio mensile 25 June 2019

Di telefonini e concerti

Questa sembra essere una battaglia serrata che tocca artisti dai red hot chili peppers ai maneskin (chi??). La questione è quella dei telefonini ai concerti, il problema della spianata di schermi luminosi, dell’inutilità dei video in verticale con audio insentibile. Ora, valutiamo logicamente alcune cose:

  1. Le foto con il cellulare, a meno che tu non sia in prima fila, vengono male. La gestione della luce, gli zoom digitali e altre piccole cose relative alla fisica della fotografia lo farebbero capire da subito
  2. I video con il cellulare, vengono male. Anche qui la fisica della fotografia ce l’avrebbe fatto capire ben presto
  3. I video in verticale sono più brutti dei video in orizzontale fatti con il cellulare
  4. Nessun telefono ha un microfono adatto a cogliere un audio di un concerto. Nessun telefono, di nessun concerto

Fatta questa premessa, sulla quale millenials e vecchi come me devono essere d’accordo in quanto la valutazione è oggettiva e misurabile, passiamo all’aspetto socialsociologico (questa parola l’ho appena creata e voglio sia messo a verbale). Facciamo la seguente domanda: fare foto/video ad un concerto serve ad avere foto/video del concerto? Come avrete ben capito la risposta è no

Le foto e i video  fatti ad un concerto NON servono ad avere foto e video del concerto

Ma ma? E allora? Ma Miro, se tu avessi ragione la logica di primo livello e tutto quello in cui ho creduto fino ad oggi non avrebbe più senso. Il senso dell’essere umano sta proprio nella ricerca del significato delle cose, nel tentativo di comprendere. Nell’innata volontà di classificazione e categorizzazione. Con ciò che dici mi sento sperso e senza una direzione…

A parte che stiamo solo parlando di concerti e telefonini, quindi il destino del mondo libero è salvo. Non sto distruggendo le vostre convinzioni sulla forma della terra, la valenza della medicina o l’esistenza di Dio. Le foto e i video ai concerti servono a dire “sto qua” ma anche “sto qua e voi noi” fino a “sto qua e voi noi. E sono ben contento/a così che rosichiate”.

Buona parte di questi contenuti finiscono sui social, ma ci sono anche i contenuti che non ci finiscono e sono quelli che servono a se stessi per ribadirsi che ci sei. Un meccanismo di autoconferma della partecipazione all’evento. Un po’ come se un te stesso clone vedesse le tue foto e ti dicesse “che fico che sei al concerto! Sei proprio un tipo togo tu!”

Che fico che sei al concerto! Sei proprio un tipo togo tu!

Abbiamo bisogno di questo? Certo!! Di questo viviamo, di questo vivono i social (che nel frattempo ci fanno anche soldi). Di questo vive la politica, la società e un sacco di altre cose. La necessità di fare una cosa e poi dirla, anche per autoincensarsi risiede intrinsecamente nell’essere umano. Happiness is true only when shared dice un libro/film (comunque lui alla fine muore), quindi anche partecipare ad un concerto è vero solo se fai una foto/video. Possiamo pensare che sia giusto o sbagliato, possiamo ragionare sulla veridicità o meno di questa affermazione. Ma la realtà pragmatica è molto semplicemente che: È così. Non si può fare nulla per cambiare questa situazione, niente per comprenderla, niente per mitigarla. 

Non possono i cantanti che prendono i telefonini dei loro fan e li gettano perché infastiditi. Non può la scuola, la famiglia, la chiesa, la religione, la politica e i movimenti dei cittadini. È stato creato un bisogno, uno strumento ed ora siamo dei semplici utilizzatori. Potremmo vivere senza un sacco di cose, ma non è la questione di “puoi vivere con o senza”, la questione è che le cose stanno così. Facciamocene una ragione e amen. 

Da fastidio anche a me vedere distese di schermi invece che l’artista per il quale ho pagato dei soldi. Ma io sono uno contro le altre migliaia di persone che alzano un telefono e hanno le loro ragioni, inoltre foto e video li faccio pure io, sempre per le motivazioni di cui sopra, quindi non posso neanche dire cose tipo: NO AI TELEFONINI, MA SOLO AI TELEFONINI VOSTRI!

Smettiamola di lamentarci, smettiamola di scrivere, smettiamola e basta. Ai concerti ci sono i telefonini almeno quanto allo stadio ci sono i tifosi che cantano o stanno in piedi. Mi piacerebbe che in curva ci fossero solo persone sedute e in silenzio come quelle che guardano il tennis, ma non è così. Tipo fine, non è che posso lamentarmi (anche perché sarebbe assurdo no? Ora se trovate assurdo questo, perché non trovate che sia assurdo lamentarsi per i telefonini ai concerti?). Concludo faccendo un piccolo promemoria per i più sbadati:

  • D’estate fa caldo
  • D’inverno fa freddo
  • Quando voti alle elezioni, chi vince governa
  • Ai concerti ci sono i telefonini

E questo è tutto quello che ho da dire sui telefonini ai concerti. Vi lascio con una veloce barzelletta sulla necessità di condividere:

Un naufrago finisce su un isola deserta con Monica Bellucci*. I due cercano di organizzarsi, passano giorni settimane e alla fine, per un motivo od un altro, si innamorano ed una sera fanno l’amore. Il giorno dopo l’uomo è strano.. cupo in volto. Monica Bellucci si avvicina e gli chiede:

“Scusa, ma cos’hai? Ho fatto qualcosa di male?” 

“No…no figurati… è solo che…posso chiederti un favore? Posso chiederti di fare una cosa per me?”

“Certo dimmi”

“Ecco…potresti fare la voce un poco più bassa quando parli?”

“Ma certo”

“..e potresti legarti i capelli in modo che sembrino corti?”

“Ma certo”

“…e potresti usare un poco di carbone per disegnarti dei baffi?”

“Ma certo! Per così poco”

“… e ti dispiace se ti chiamo Mario?”

“Ma no, se è questo quello che voi…dimmi pure”

“Ah Mario! Ma non puoi capire!! Ma lo sai che sono andato a letto con Monica Bellucci?!”

 

*il candidato, nel raccontare la barzelletta, si senta autorizzato a cambiare o aggiornare il nome della bella di turno.

Katzenjammer del 23 giugno 2019

La cripto valuta libra, la giornata delle donne ingegnere, mobilitá, spazio e razzi.

  1. Sinking Ship – Cake
  2. Tucson Train – Bruce Springsteen
  3. Luna – Verdena
  4. Let Forever Be – The Chemical Brothers
  5. Tomorrow Never Knows – The Beatles
  6. Put The Freaks Up Front – dEUS
  7. Calypso – Mòn
  8. I’m Alive – The Hives
  9. Sistema Solare – Viito
  10. Here With Me – Dido
  11. It Takes A Fool To Remain Sane – The Ark
  12. Save Tonight – Eagle-Eye Cherry
  13. No Bullets Spent – Spoon
  14. Frankenstein – Editors
  15. Crying All the Time – Alexandra Savior
  16. Swimming Through the Night – Soda Blonde
  17. Ciao cuore – Riccardo Sinigallia
  18. I Bet You Look Good On The Dancefloor – Arctic Monkeys
  19. Present Tense – Radiohead

Firenze Rock, Smashing Pumpkins, Tool e altre cose

Giugno 2019, dopo una primavera di pioggia ma sopratutto dopo una primavera mai arrivata, il caldo ha iniziato a farsi sentire per bene per cui la migliore idea in questi casi non è bere acqua e mangiare molta frutta e verdura, bensì mettersi in una grossa spianata sotto al sole e con la polvere.

Per questo motivo la Visarno Arena di Firenze mi è sembrata la scelta più adatta. Incidentalmente il 13 giugno c’erano i Dream Theater, gli Smashing Pumpkins e i Tool a suonare ma i report musicali, le scalette, le digressioni tecniche potete trovarle ovunque quindi se vi aspettate un fine racconto dettagliato musicale, siete finiti male.

Il biglietto è stato comprato a Ottobre 2018, in uno slancio di “non si sa mai” l’acquisto ha comportato l’esborso per due biglietti. Il secondo biglietto ovviamente mi è rimasto in canna ed è stato rivenduto ad un prezzo pressoché irrisorio, 25 euro, ad un tizio fuori dall’ingresso. Ora sono sicuro che uscirà qualcuno che mi dirà “AH MA SE ME LO DICEVI CI VENIVO IO, LO COMPRAVO IO, TE LO PIAZZAVO IO” ma tutta sta gente quando ho chiesto non è apparsa, quindi rimane il fatto che opportunità, casi ed affari sono anche questioni di tempistiche. E io con le tempistiche ci becco solo il 50% delle volte. 

Token

L’economia locale prevede lo scambio di denaro contante con i comodissimi e sempre amati token: minima spesa 16 euro ==> 8 token. In pratica con 16 euro ci prendi due birre e poi ti rimane in canna 1 token che se non trovi un amico che te ne dia mezzo, non ci fai nulla. Ecco, questo è il concetto di moneta alternativa, per quelli che vogliono capire. Ora io capisco la comodità loro nell’avere i token e non il denaro contante (cosi non girano soldi ovunque, i resti sono più facili, si velocizza l’acquisto) ma io credo che 7 euro per una birra sono un furto-ladrocino-morite-male anche perché unito al fatto di stare sotto al sole e al fatto che ti venivano regalate le patatine salatissime, mi sembra davvero una fantastica strategia. Neanche a dire che il biglietto te lo regalavano. 

Amici

Ad un concerto tanto grande incontri tutti quelli con i quali non ti eri dato appuntamento e non trovi quelli con cui avresti dovuto vedere il concerto. Questo è un fatto. Esiste probabilmente una spiegazione statistica, scientifica, sociologica che non conosco, comunque tant’è.  Per tutti il tono della conversazione si svolge secondo questo canovaccio:

“A che bello, ma dai, quanto tempo che non ci si vede…e che fai? Ah.. e te? Bene …si bene…daje!” 

Purtroppo la tecnologia non ha ancora fornito soluzioni per ritrovarsi all’interno di uno spazio gigante pieno di persone, per cui ci si muove per approssimazioni successive basate su comunicazioni molto poco affidabili visto che i messaggi whatsapp arrivano nei tempi loro, e sopratutto con tutta quella gente internet non prende, telefonare è quasi impossibile. Molto comodo è cercare di inviare la foto di quello che si vede davanti e dietro. Sempre se internet ci assiste. 

In casi estremi gli sms, che sono molto più resilienti, funzionano meglio. Anche se limitati a solo testo e anche poco.

Social

I social sono il bene/male moderno. Se vai ad un concerto lo devi far sapere quindi manda foto, video, post. Lo devi fare CAZZO LO DEVI FARE! Non posso biasimare questa cosa, la faccio pure io… anche se odio la spianata di telefonini davanti ad un concerto e odio vedere dei video di merda sui social, sempre in verticale, con audio orribile. O le foto al concerto modello “volevo farmi vedere come se questo fosse il coachella” ma con lo zaino invicta del 93. Ma questo è il presente, non posso farci niente. Va bene così.

Certo, alcune cose potremmo rispiarmarcele: La diretta facebook/instagram che la vedono 2 amici tuoi, fatta dal fondo del concerto e che si sente come se stessi al citofono sappi che serve solo a farti dire “ti odio, volevo esserci anche io” e so che ti fa piacere perché godi nell’essere al concerto e qualcun’altro no, ma essi coscente di quello che stai facendo.

Organizzazione

Il Firenze rock è ben organizzato. Lo spazio è grande, molti punti ristoro ed ombra. Si parcheggia e ci si arriva facile. Parto con la macchina perché sono un comodino e fortuna che ho fatto riparare l’aria condizionata che altrimenti avrei fatto la schiuma. Certo…anche sul pernotto magari potevo fare le cose meglio, visto che sono andato a dormire a Viareggio da parenti, per non chiedere ospitalità ad amici che stavano a Firenze. Ma in compenso venerdì ho mangiato le arselle e i gamberoni dalla Sandra. E solo chi l’ha provato sa quanto sia buono. I bagni chimici non li ho provati… forse un poco sottodimensionati. Anche i tempi di attesa per entrare ed uscire nella norma. C’era anche il wifi, non pubblicizzato ma c’era e funzionava anche bene.

Direi che l’unica nota stonata sono i token e il loro valore nominale….

Concerto

Bello. Non spendo parole che non so dire, ci sono quelli bravi che lo fanno per me inoltre penso che si parla molto di musica e se ne ascolta poca, sopratutto negli ambienti che frequento. Ma se proprio volete faccio la minirecensione: 

I Dream Theater non mi fanno impazzire e li ho sentiti da fuori mentre aspettavo degli amici. Ho riconosciuto pull me under. Gli Smashing Pumpkins sono stati bravi e mi sono piaciuti. I Tool spaccano.

Katzenjammer del 9 giugno 2019

  1. Everyday I Love You Less And Less – Kaiser Chiefs
  2. Magari Muori – Romina Falconi Taffo Funeral Services
  3. Sorriso (Milano Dateo) – Calcutta
  4. DJ di M**** – Lo Stato Sociale Arisa M¥SS KETA
  5. AUSLÄNDER – Rammstein
  6. Pull Me Under – Dream Theater
  7. Disarm – Remastered – The Smashing Pumpkins
  8. Tool – The pot
  9. She’s so High – Tal Bachman
  10. Breakfast At Tiffany’s – Deep Blue Something
  11. Walkin’ On The Sun – Smash Mouth
  12. Playing Nero – Mark Lanegan
  13. The Crowded Cell – PJ Harvey
  14. Night Ends – HEX
  15. Inertia Creeps – Massive Attack
  16. Another Space – Calexico
  17. Hot Flush – Drunk Mums
  18. Love Spreads – The Stone Roses
  19. Save Me – Aimee Mann

 

 

Surf a Somo per il compleanno

In segreto ma fondamentalmente solo non dicendolo ai social, per il mio compleanno sono andato a Somo, vicino Santander, per un weekend di surf.

 

E che un minivideo non lo fai?

Che poi Somo starebbe qui

41 e avanti così

Prenderò parole in prestito da testi di canzoni per augurarmi buon compleanno. Perché a citazioni spacchiamo il culo a tutti (cit.) 

 

“Sarebbe stato bello invecchiare insieme. La vita ci spinge verso direzioni diverse.”

“E quindi un po’ mi dispiace, Anzi non mi dispiace, Di averti conosciuto in un brutto periodo Perché sei stato più bello Hai brillato di più”

“Mi piacciono le donne di destra, Le donne da destra mi attraggono”

“In due è amore, In tre è una festa”

“E poi maledire la tua bocca, se sbagliando mi chiama mentre lui ti tocca”

“Il tempo non si ferma, Non si è mai fermato e quello che è passato chissà dove è andato, Forse in quel cassetto dove nascondevo la carta stagnola o nel Bar”