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Spagna del Nord

Giorni: 10 (11-21 luglio)

Spostamenti: in aereo fino a Santander, in macchina il resto (affittata)

La Spagna del Nord è bellissima, varia e densa di cose da vedere. I Picos De Europa, il mare, i fari, la costa, le cattedrali romaniche, i paesini caratteristici e la buonissima gastronomia sia di carne che di pesce. Tutto bellissimo? Bhe anche no, ci sono anche state cose non ottime: Vigo è una città che tutto sommato non dice nulla, il risotto di Casa di Marco (sempre a Vigo) è poco più che un risotto di pesce, Santiago de Compostela non ha molto da offrire se non sei arrivato a piedi come nel medioevo, il salpicón di pesce a volte è un trito di surimi. Ma ci sono posti che tolgono il fiato e piatti che meritano solo complimenti. Per i posti, la cattedrale di Leon, le miniere d’oro romane di Las Medulas, la Praia das Catedrais  e per il cibo direi proprio la carne mangiata al ristorante el Mesón di Riaño, il pranzo gourmet al ristorante da Artesa da Moza crecha di Betanzos e i cannolicchi, capesante e alici del cantabrico dell’ultima cena fatta al ristorante La Tucho a Santander.

Artesa da Moza crecha

Mangiare in Spagna è sempre un piacere (come del resto un poco ovunque). Voglio segnalare Artesa da Moza crecha perchè è un ristorante che fa una cucina gourmet in un posto che non ti aspetti, con un menù degustazione equlibrato (in realtà ce ne sono tre, piccolo, medio e grande) offerto anche in abbinamento con vini locali tutti ottimi e con tanto di vino passito dolce della zona che credo ne facciano pochissime bottiglie, ed è una cosa buonissima. Le combinazioni sono ben equilibrate, i prodotti tutti ottimi, la ricerca degli accompagnamenti di sapore è qualcosa di molto professionale, studiato. Il personale è gentilissimo ma non formale, giovane e ben preparato. Davvero un’esperienza da consigliare a chi si dovesse trovare a passare da quelle parti. 

Altro cibo spagnolo

Cronistoria del viaggio nella Spagna del Nord


 

1 giorno: Picos de Europa, visita a Riaño un paese allagato dove abbiamo mangiato al ristorante el Mesón. Visita a Leon in particolare Casa Botines e una cerveza al vicoletto vicino Casa Botines a “el bar sevilla” birra e prosciutto con molto aglio.

2 giorno: visita alla cattedrale Leon, San Isidoro e museo dove è custodito il  vaso de Donna Urraca. Piccolo pranzo a base di  croquetas e birra da El Patio. Sulla via dell’hotel una sosta alla Vermoutheria Rua11 con un’insalata di sgombro. Piccola Siesta e poi al Musac il museo di arte contemporanea

3 giorno: visita a Las Medulas partendo dal  centro de reception de visitante de las medulas, mirador de orejan, grotta con balcone e l’aula archeologica. Pranzo a Meson Durandante.  Camminata fino alla cuevona (che poi è una grossa grotta ma chiusa) e poi una visita a Lugo, dove abbiamo dormito. A Lugo c’è una brutta cattedrale, delle belle mura romane, e per mangiare a cena c’è meson manger che è un posto zozzo e porco e che ci piace tanto. 

4 giorno: Santiago de Compostela, una città che francamente se non ci arriv per il cammino si può anche dire che non c’è nulla, la cattedrale non è niente di che e il centro è carino ma non entusiasmante. Visto il caldo andiamo a fare una visita al museo d’arte contemporanea Museo di Pobo Galeco  e abbiamo mangiato lì, al baretto del museo. Nel pomeriggio visita alla Citade da cultura de galicia un posto bellissimo, enorme ma sottoutilizzato che non ha alcun senso per dove sta: ma per quale motivo metti una roba fuori dalla città che non ci puoi arrivare a piedi, in un posto dove tutti sono arrivati a piedi? Le critiche sullo sperpero di denaro pubblico si può dire siano sensate. La sera veloce cena da Casa Barbantes a base di calamaretti.

5 giorno: Conbarro villaggio di ex pescatori dalle tipiche case, poi a Vigo dove abbiamo mangiato a Casa de Marco ristorante francamente sopravalutato, e poi cose brutte a Vigo che non è un granché come città. Anche il museo del mare della Galicia è un museo che puzza di vecchio. Siamo quindi andati a Caldas do Reis dove ci sono le fonti termali e abbiamo cenato a Santiago, sempre a Casa Barbantes visto che ci siamo trovati così bene.

6 giorno: Parco naturale complesso di dune di Corrubedo, dove dice ci dovrebbe stare una palude, ma sta palude non ci sta o il riscaldamento globale l’ha resa una piana. Così come la duna gigante è più bassa di quelle di Sabaudia. Bellissima invece la cascata nel mare di Ezaro  (Fervenza do Ezaro). Pranzo al Valverde ristorante e poi visita al faro di Finisterre, infine cena a bar Alborada a Concurbion

7 giorno: Virxe de barca dove ci sono le pietre tipo la pedra dos cadris e la pedra de abalar. Poi siamo andati al faro di Cabo Vilan, un pranzo con menù del dia al Restaurante Parillada Rojo con il salpicon non buonissimo ma baccalà e torta della nonna si. Visita a Laxe e alla Praia do Cristais, infine a dormire a A Coruña.

8 giorno: Visita alla Casa della ciencia e al bellissimo acquario finisterre di A Coruña. Pranzo casuale, menu a base di cipirones (calameretti) e callo (trippa). Poi un giro al centro, la vista della torre di Ercole e buonissima cena a base pulpo e salumi da La pulperia de melide de lola.

9 giorno: Mirador san Pietro, dove ci stanno i cannoni e pranzo a Betanzos da Artesa da Moza crecha. Visita alla Praia das Catedrais per poi arrivare all’albergo più vecchio ma anche di lusso della vacanza a Oviedo.

10 giorno:  Cattedrale di Oviedo e visione delle statue “casuali” (ovvero in città ci stanno delle statue senza un filo conduttore, tipo woody allen, mafalda, botero… sparse in posti vari) che si trovano in città, visita alle chiesette fuori mano di Santa Maria del Naranco e San Miguel de Lillo, pranzo da caffè pasaje, un piccolo baretto molto zozzone a base di tre fette giganti di tortilla e poi direzione Santander. La sera cena di pesce al ristorante La Tucho.

Ristorante el Mesón, Riano

El bar sevilla, Leon

El Patio, Leon

Vermoutheria Rua11, Leon

Meson durandante, Las Medulas

Meson manger, Lugo

Casa Barbantes, Santiago de Compostela

Casa de Marco, Vigo

Bar Alborada, Concurbion

Restaurante Parillada Rojo, cabo villain

La pulperia de melide de lola, A Coruña

Artesa da Moza crecha, Betanzos

La tucho, Santander

 

La notte dei miracoli. foto e video

Le foto dello spettacolo la notte dei miracoli, per la regia di Laura Jacobbi

Foto di Giovanna Onofri

In fila per sei con il resto di due

Come tutti (nonostante non lo scriva sui social) ho compiuto gli anni. Per la precisione 44 anni compiuti il 1 giugno 2022. Ho festeggiato il sabato seguente, 4 giugno, con tanti cari amici in un posto molto carino a Garbatella, Latteria, che oltre a degli ottimi cocktail, una location veramente deliziosa, mi hanno stupito con un menù per cena di tutto rispetto, sia per la carne che per il pesce, ed un personale di una cortesia, gentilezza e professionalità senza pari. 

Ringrazio davvero tutti gli amici che sono venuti. Nonostante l’orario, nonostante il ponte, nonostante il parcheggio. Grazie a Fernanda per la simpatica, ma anche super buona, torta!

 

Video di Diletta P.

 

Latteria Garbatella, Piazza Geremia Bonomelli, 9

Eurovision 2022, io c’ero

Gli Italiani non hanno capito nulla dell’Eurovision. Descritto come una manifestazione macchiettistica dalla stampa, denigrato dai musicologhi/critici musicali (che sono il male della musica Italiana) rimane per molti uno strano fenomeno. Altrove basterebbe dire che è una manifestazione tra le più longeve della televisione, che è lo spettacolo non sportivo più visto al mondo, che interi Stati investono fortune per parteciparci e tentare di vincerlo, che desta l’interesse di Capi di Stato e polizie segrete.

 

Scorci Torinesi

Ma niente, a noi tocca fare quelli che lo descrivono come “un pessimo prodotto” perché non l’hanno capito. Vabbè, poco male… Io sono felice di esserci stato, ringrazio chi l’ha riportato in Italia e chi ha fatto sì che l’Italia ci partecipasse di nuovo.

 

La mostra di Banksy

Rimanete pure a dire “Eh ma vuoi mettere con i cantautori Italiani…. Guccini, De Gregori” o “Ma quella non è musica, e allora i Led Zeppelin”. Va bene, fatelo… ma iniziate anche a guardarvi intorno, perché la vostra platea d’ascolto potrebbe essere una bolla. E sta bolla inizia ad invecchiare e a morire. 

 

Lo spettacolo è una cosa enorme per organizzazione, tecnici, attrezzature, spazi. È difficile raccontare i cambi palchi di 90 secondi o il numero di luci ed effetti che ci sono, questo lascia davvero senza fiato. Le canzoni sono a volte belle, a volte na lagna, a volte “bho”. Ho visto il family show e la serata in TV, entrambe delle semifinali. Il family show vale assolutamente la pena, perché a prezzo ridotto ma esattamente uguale allo show della sera. Stesso discorso per il jury show. Quindi tecnici e presentatori si fanno ogni serata per 3 volte, tutte rigorosamente identiche (a parte, per esempio, i vestiti dei presentatori). Anche le esibizioni dei cantati sono U G U A L I.

Spiace per S.Marino e Achille Lauro che non passa in finale, anche se lo spettacolo era pieno di tutto: ballerini, fuochi, esplosioni, un toro meccanico…. questo non gli garantisce la finale. La Georgia non passa eppure il loro brano era “particolare”, passa il country Estone che, al di là del fatto che lui è gnocco, non dice molto, e passa la canzone per lavarsi le mani, che pensavo invece non sarebbe mai passata. Non passa neanche Israele che aveva infiammato la platea rainbow del pala Alpitour. Vince l’Ucraina, grazie al plebiscito del voto popolare. Molti potrebbero pensare “scontato” vista la situazione di guerra, ma di scontato c’è poco all’ESC. Sicuro è un messaggio politico di vicinanza da parte dei cittadini Europei.

 

 

Look da Eurovision

Cose Viste e curiosità

Il museo egizio vale la pena, e se ci andate pagate per la guida, che è un valore aggiunto (a meno che non siete l’amico Egittologo di Giacobbo, quello col cappello da esploratore). La mole Antonelliana è bella e la vista suggestiva, peccato non essere riuscito a vedere anche il museo del cinema. La città, i portici, le piazze mi sono piaciuti veramente tanto. Si sente che è stata capitale d’Italia, capitale dal respiro Europeo. Curiosità: a Torino fa caldo umido, e penso sia una di quelle città che passa dal freddo mortale al caldo mortale. Ho visto anche la mostra di Banksy visto che c’ero, bella e anche didatticamente valida. 

Mangiare, bere, fare cose

Se avete fame e siete in centro, NON mangiate una pita Greca da Kalidea Greek Food. Per le successive 8 ore abbiamo (invano) tentato di digerirla. Invece un aperitivo potete farlo al Vinile, che è poco più di un buco, c’è molta disorganizzazione nel servizio, ma è carino e perché no. 

Il posto migliore dove abbiamo mangiato è sicuramente il ristorante Solferino. c’era il menù Piemontese, buono e ben strutturato anche come porzioni, ma l’antipasto non è all’altezza di quelli mangiati nelle Langhe. Ottimo il primo, il brasato spettacolare, buonissimo anche il bicerin “reinterpretato” per dargli un poco di freschezza. Delusione invece il ristorante “Le 3 galline” servizio un tantino lento e alcuni piatti non brillantissimi. Però la ricotta fatta in casa e la trota un grande “si”, la tartarre, il coniglio con crema di zucchine, più “ni” che sì. 

Se volete occupare del tempo e non sapete come, entrate in un tabbaccaio e chiedete dei francobolli. Il tabaccaio vi racconterà tutta la storia del rapporto tra gli esercenti della tabaccheria e le poste. I problemi relativi al pagamento anticipato, ai formati di francobolli, al capitale immobilizzato. Si, sono uno degli ultimi che manda cartoline, ma il pippotto anche no direi…

Cibo

Ristorante Solferino

Enoteca vinile

Bed and Breakfast Casa Azzurra