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Il weekend provincial

Il primo finesettimana di Ottobre del 2022, presso il circolo ARCI Montefortino di Artena, hanno suonato i Plakkaggio insieme ai Verde Matematico e ai Devasta. L’occasione c’è, ma non è che uno si sposta di 50, 100, 200 chilometri solo per arrivare ad Artena, farsi un bucio di culo come un secchio salendo scale in un angusto paesino medievale arroccato su un costone di roccia dove le cose vengono portate a dorso d’asino perché le strade sono troppo piccole, solo per sentire i Plakkaggio. 

C’è anche parenti da salutare, nuove creature da festeggiare, impianti d’aria condizionata portatile da spostare, insomma dopo tutti questi obblighi e incontri, la sera del sabato ci sta anche di andare ad Artena a sentire gli amici che suonano, bere vino di pessima qualità (ma comunque meglio di ‘ste robe biologiche che puzzano, hanno un saporaccio e te le fanno pure pagare 35 euro a bottiglia) e fare quattro chiacchiere in provincia.

Perché organizzare serate musicali, rock o punk hardcore che sia, in provincia non è facile. Mettiamoci anche la concorrenza degli eventi del comune che vanno da “Calici di stelle” nel ritrovato quartiere originario del paesello, al raduno delle Fiat Barchetta. Per carità, tutto bellissimo eh, ma poi quando uno parla di Sagra del Bullone non viene neanche preso in considerazione. Comunque se volete provare a capire un pelino che aria si respira su questo tipo di serate, la prima proposta e fatevi tirare dentro dall’amico/a. La seconda è andate al cinema a vedere Margini se lo fanno ancora da qualche parte, perché un poco quell’idea te la da. 

POSTFAZIONE

Prima di tutto ciò, al puro fine di fare cose strane, senza senso e autoreferenziali, sono andato da una parte a fare una cosa che non posso dire finché non esce fuori. Ma posso mostrare 3 foto come teaser.

Capo Vaticano (Calabria) a inizio settembre

“Giugno e Settembre signora mia…” dicono siano questi i mesi migliori per le vacanze. Io credo che i mesi migliori per le vacanze siano tutti, e che solo il fatto che bisogna lavorare per la maggior parte del nostro tempo, ci impone di scegliere, altrimenti per ogni mese ci sarebbe comunque un posto dove stare in vacanza. Detto questo la prima settimana di Settembre sono stato in Calabria, a Capo Vaticano presso il resort Tonicello. L’occasione era multipla: un compleanno da festeggiare, la discesa di Piero dalle terre nordiche (ora lavora a Bruxelles per l’Europa), il fatto che avesse scelto di andare al resort del nostro comune amico Giuseppe “L’assessore” che volentierissimo ci ha prenotato due bellissime camere presso la sua struttura.

Che abbiamo fatto? La muffa, il riposo, mangiato, bevuto, mare e sole. E poi qualche visita ma a basso impatto di stress.

 

La vacanza al Resort Tonicello

Il resort Tonicello è veramente un bel posto, la struttura è molto vicina al mare, il personale è professionale e dal piglio internazionale. Piscina, SPA, camere moderne e wifi completano un’offerta sopra le aspettative. “Lo dici perché è dell’amico tuo!” bhe, in parte si, ma non è che mentre noi pasteggiavamo a astice e prosecco, gli altri ospiti mangiavano riso e patate. Il posto è buono ed è molto consigliato, la cucina del ristorante è veramente di ottimo livello per preparazioni, materie prime e cantina oltre che per il bar. Siamo andati a visitare Tropea che è veramente un gioiellino di paese, pulito e ben tenuto, e Zungri una città molto antica con resti di abitazioni scavate nella roccia che potrebbero ricordare i sassi di Matera, ma che poi, alla fine, sono di stile piuttosto diverso e peculiare. La visita alla città di Zungri verso l’ora di pranzo e il caldo mi hanno ricordato di quando da bambino i miei mi portavano a visitare questi siti archeologici del sud Italia, siti bellissimi, tendenzialmente visitati tra le 12 e le 15 dei giorni di metà agosto, per esempio la piana dei templi di Agrigento alle 13, la città abbandonata di Pentadattilo alle 14:10, la cattedrale di Noto alle 13:55… tutti bei ricordi che conservo con estremo amore e piacere (modalità “Ironia Accesa”: sicuramente posti bellissimi, ma il caldo provato in quelle occasioni mi si è attaccato ai neuroni del cervello per cui, se posso, tendo a fuggire da situazioni simili).

 

Segnalazioni particolari e la consueta sezione cibo

Una  delle cose veramente da segnalare è la possibilità di arrivare con il treno: con solo 4 ore di treno da Roma si arriva alla stazione di Vibo-Pizzo (Freccia Argento) con una comodità confrontabile né con le 7 (e più ore) di viaggio con la macchina, né con l’aereo che tra tutti gli spostamenti di aereoporti diventa una cosa veramente lunga e complessa. Veramente ottimo. Oltre a questo un posto va segnalato su tutti, l’Enoteca Russo località Santa Domenica di Ricadi. La cura della gastronomia, la passione per il vino, il lavoro si vedono tutti. E non importa che non si possa prenotare, se passate da quelle parti e avete voglia, casomai fate qualche minuto di fila che ne vale la pena per i vini, il cibo e la compagnia. 

 

 

 

Tonicello Resort Capo Vaticano

Enoteca Russo via Roma 98, Santa Domenica di Ricadi

 

Agosto Abruzzese e Ferragosto Colleferino

I prodigi dello smart working: puoi lavorare da una casa sul mare e quando stacchi andare al mare a mangiare una pizzetta e bere un biretta. Per la casa ci vuole una connessione più che decente, e per questo ringrazio Alessandra, per la pizzetta e la birra il lido la riviera da Eraldo a Francavilla al mare fa sicuramente al caso vostro. 

Ma solo se vi piacciono le cose vintage, antiche, anni 60, insomma tra il vecchio e il trash ma vere! Non quelle cose fighette finto vecchie, no no! Bar, birrette e forse anche le pizzette, hanno il fascino bello delle cose fatte come una volta… E poi il bagnino con il costumino nelle chiappe secche, la vecchina più bassa del bancone che porge la pizza con il vassoio in silver preso con i punti dell’Upim, l’arancione scolorito della pittura e degli ombrelloni. Tutto bellissimo, tutto orribile. Il piacere del tramonto sul mare dopo il lavoro rimane sempre impagabile (pure se il sole casca “dalla parte sbagliata”).

Una settimana sì di lavoro ma anche di incontri, bevute, mangiate e anche un concerto degli Zen Circus a Pineto. Le foto sono poche, ma raccontano di piccoli momenti, fatti di un compleanno con una cena casalinga a risotto biete-e-seppie (ricetta Viareggina) e Emidio Pepe come vino, di arrosticini, di hamburger di pecora buoni, anzi ottimi, da Rossopepe a Ortona (da rivedere invece le patate e i fritti di verdura, ma quisquiglie).

Dove non andare: Il Ristorante Mare Nostrum sul mare di Francavilla al mare è un “no”: menù vecchio, 4 alici come antipasto di alici, spaghetti affogati nel sugo troppo lento, una grigliata troppo secca. Il prezzo è buono sì, ma per lo stesso prezzo invece consiglierei…

…Dove andare: CaffeRistoratore StazioneFrancavilla (sì, il bar della stazione) che ad un prezzo più che onesto, ha degli ottimi primi di pesce, spiedini e vino.

 

Visto che una mangiata per bene ci scappa sempre, allora mi pare il caso di una delle grandiose recensioni di ristorazione fatte dal sottoscritto ma pur sempre con un aperto confronto con gli altri commensali e quindi eccoci a:

Recensione bocca di fregna del ristorante Caldora, Vallevò

Caldora a Vallevò ha un bellissimo affaccio sulla costa dei trabocchi (dove prenotare a volte è complesso). Il personale è cortese e professionale, il clima è gioviale ma comunque di livello e i consigli sul vino sono stati eccellenti (avendo noi sbagliato proprio come impostazione: abbiamo preso prima un bianco molto strutturato dal quale, salire di livello, era veramente troppo complesso). Ma veniamo ai piatti. Il menù degustazione da 8 portate ha un prezzo più che giusto, contiene però degli alti e bassi:

  • Tonno marinato al sale e mentuccia con cubettato di pomodoro e cipolla rossa: ottima la consistenza del tonno, ma il sapore sfugge. Inoltre il tonno non c’è sembrato molto “locale”
  • Filetto di ricciola marinato al sale e ginepro con giardiniera di finocchi e arance di Vallevò: buono, forse necessitava di un piccolo sprint di sapore
  • Cappuccino di gamberi e zucchine: un piatto che ho capito poco. Troppo presente il brodo di zucchine, poco i gamberi che erano sul fondo e non sapevo come mangiare fin quando non sono arrivato alla fine.
  • Come un baccalà con patate gialla e zafferano di Navelli: piatto molto buono, ben equilibrato, zafferano ben presente ma non coprente
  • Pallotta di seppia in parmigiana: una vera perla di sapore, bravi e complimenti
  • Tortello di gamberi bianchi all’arancia e fieno di prezzemolo: ottimo, ben equlibrato, non troppo aranciato, ottimo il brodo e la pasta
  • Fusilloro Verrigni con scampi ed aspararagi: questo invece direi un piatto sbagliato. Pasta tendente allo scotto, poca presenza dello scampo, asparago fin troppo incisivo
  • spiedone di spigola con peperoni uva e cipolla rossa caramellata: veramente una buona cottura della spigola, saporita ma non coperta dalla cipolla

E quindi? E quindi alcune cose molto buone e altre poco buone. Ma la cose che pesano sulla recensione sono due: il fatto che ci voleva un coltello per tutte le portate e invece, anche con i cambi di piatto, c’è stato portato sempre il coltello da “spina pesce” che per quanto uno ci provi, non si riesce proprio a tagliare le cose, i finocchi, il pesce. Non serve per tagliare oh…c’è poco da fare.

E la cosa peggiore che proprio proprio uno deve dire NO, è il pane. Il pane era vecchio, un piatto con 5 tipi di pane tutti vecchi. E visto che eravamo arrivati un poco tardino e avevamo fame la prima cosa che c’hanno portato è stato proprio il pane. Un pessimo biglietto da visita per un pranzo che poteva invece iniziare con tutt’altro abrivio. Peccato, non ci tornerei, ma se volete andare prendete solo i piatti che ho segnato come buoni, v’assicuro che prendendo solo quelli l’esperienza è ottima. E poi comunque il post pranzo stesi come dei leoni di mare sul pratino davanti al ristorante non è proprio da sottovalutare.

 

Poi il 14 si riparte e pranzo di ferragosto alla Bubbhaus. Pollo e peperoni, la ratafia riportata dall’Abruzzo, i biscotti fatti da mamma, la pasta all’uovo buonissima di Daniela, la capanna di Edera e bambù, la muta di cani, i gatti allergici, il caldo e l’umidità, miniature con colla cianacrilato polivinilico e una balena a dondolo BDSM. Grazie a tutti

Ristorante Caldora, vallevò

Rossopepe, Ortona: hamburgheria

Spagna del Nord

Giorni: 10 (11-21 luglio)

Spostamenti: in aereo fino a Santander, in macchina il resto (affittata)

La Spagna del Nord è bellissima, varia e densa di cose da vedere. I Picos De Europa, il mare, i fari, la costa, le cattedrali romaniche, i paesini caratteristici e la buonissima gastronomia sia di carne che di pesce. Tutto bellissimo? Bhe anche no, ci sono anche state cose non ottime: Vigo è una città che tutto sommato non dice nulla, il risotto di Casa di Marco (sempre a Vigo) è poco più che un risotto di pesce, Santiago de Compostela non ha molto da offrire se non sei arrivato a piedi come nel medioevo, il salpicón di pesce a volte è un trito di surimi. Ma ci sono posti che tolgono il fiato e piatti che meritano solo complimenti. Per i posti, la cattedrale di Leon, le miniere d’oro romane di Las Medulas, la Praia das Catedrais  e per il cibo direi proprio la carne mangiata al ristorante el Mesón di Riaño, il pranzo gourmet al ristorante da Artesa da Moza crecha di Betanzos e i cannolicchi, capesante e alici del cantabrico dell’ultima cena fatta al ristorante La Tucho a Santander.

 

Artesa da Moza crecha

Mangiare in Spagna è sempre un piacere (come del resto un poco ovunque). Voglio segnalare Artesa da Moza crecha perchè è un ristorante che fa una cucina gourmet in un posto che non ti aspetti, con un menù degustazione equlibrato (in realtà ce ne sono tre, piccolo, medio e grande) offerto anche in abbinamento con vini locali tutti ottimi e con tanto di vino passito dolce della zona che credo ne facciano pochissime bottiglie, ed è una cosa buonissima. Le combinazioni sono ben equilibrate, i prodotti tutti ottimi, la ricerca degli accompagnamenti di sapore è qualcosa di molto professionale, studiato. Il personale è gentilissimo ma non formale, giovane e ben preparato. Davvero un’esperienza da consigliare a chi si dovesse trovare a passare da quelle parti. 

 

Altro cibo spagnolo

 

Cronistoria del viaggio nella Spagna del Nord


 

1 giorno: Picos de Europa, visita a Riaño un paese allagato dove abbiamo mangiato al ristorante el Mesón. Visita a Leon in particolare Casa Botines e una cerveza al vicoletto vicino Casa Botines a “el bar sevilla” birra e prosciutto con molto aglio.

2 giorno: visita alla cattedrale Leon, San Isidoro e museo dove è custodito il  vaso de Donna Urraca. Piccolo pranzo a base di  croquetas e birra da El Patio. Sulla via dell’hotel una sosta alla Vermoutheria Rua11 con un’insalata di sgombro. Piccola Siesta e poi al Musac il museo di arte contemporanea

3 giorno: visita a Las Medulas partendo dal  centro de reception de visitante de las medulas, mirador de orejan, grotta con balcone e l’aula archeologica. Pranzo a Meson Durandante.  Camminata fino alla cuevona (che poi è una grossa grotta ma chiusa) e poi una visita a Lugo, dove abbiamo dormito. A Lugo c’è una brutta cattedrale, delle belle mura romane, e per mangiare a cena c’è meson manger che è un posto zozzo e porco e che ci piace tanto. 

4 giorno: Santiago de Compostela, una città che francamente se non ci arriv per il cammino si può anche dire che non c’è nulla, la cattedrale non è niente di che e il centro è carino ma non entusiasmante. Visto il caldo andiamo a fare una visita al museo d’arte contemporanea Museo di Pobo Galeco  e abbiamo mangiato lì, al baretto del museo. Nel pomeriggio visita alla Citade da cultura de galicia un posto bellissimo, enorme ma sottoutilizzato che non ha alcun senso per dove sta: ma per quale motivo metti una roba fuori dalla città che non ci puoi arrivare a piedi, in un posto dove tutti sono arrivati a piedi? Le critiche sullo sperpero di denaro pubblico si può dire siano sensate. La sera veloce cena da Casa Barbantes a base di calamaretti.

5 giorno: Conbarro villaggio di ex pescatori dalle tipiche case, poi a Vigo dove abbiamo mangiato a Casa de Marco ristorante francamente sopravalutato, e poi cose brutte a Vigo che non è un granché come città. Anche il museo del mare della Galicia è un museo che puzza di vecchio. Siamo quindi andati a Caldas do Reis dove ci sono le fonti termali e abbiamo cenato a Santiago, sempre a Casa Barbantes visto che ci siamo trovati così bene.

6 giorno: Parco naturale complesso di dune di Corrubedo, dove dice ci dovrebbe stare una palude, ma sta palude non ci sta o il riscaldamento globale l’ha resa una piana. Così come la duna gigante è più bassa di quelle di Sabaudia. Bellissima invece la cascata nel mare di Ezaro  (Fervenza do Ezaro). Pranzo al Valverde ristorante e poi visita al faro di Finisterre, infine cena a bar Alborada a Concurbion

7 giorno: Virxe de barca dove ci sono le pietre tipo la pedra dos cadris e la pedra de abalar. Poi siamo andati al faro di Cabo Vilan, un pranzo con menù del dia al Restaurante Parillada Rojo con il salpicon non buonissimo ma baccalà e torta della nonna si. Visita a Laxe e alla Praia do Cristais, infine a dormire a A Coruña.

8 giorno: Visita alla Casa della ciencia e al bellissimo acquario finisterre di A Coruña. Pranzo casuale, menu a base di cipirones (calameretti) e callo (trippa). Poi un giro al centro, la vista della torre di Ercole e buonissima cena a base pulpo e salumi da La pulperia de melide de lola.

9 giorno: Mirador san Pietro, dove ci stanno i cannoni e pranzo a Betanzos da Artesa da Moza crecha. Visita alla Praia das Catedrais per poi arrivare all’albergo più vecchio ma anche di lusso della vacanza a Oviedo.

10 giorno:  Cattedrale di Oviedo e visione delle statue “casuali” (ovvero in città ci stanno delle statue senza un filo conduttore, tipo woody allen, mafalda, botero… sparse in posti vari) che si trovano in città, visita alle chiesette fuori mano di Santa Maria del Naranco e San Miguel de Lillo, pranzo da caffè pasaje, un piccolo baretto molto zozzone a base di tre fette giganti di tortilla e poi direzione Santander. La sera cena di pesce al ristorante La Tucho.

Ristorante el Mesón, Riano

El bar sevilla, Leon

El Patio, Leon

Vermoutheria Rua11, Leon

Meson durandante, Las Medulas

Meson manger, Lugo

Casa Barbantes, Santiago de Compostela

Casa de Marco, Vigo

Bar Alborada, Concurbion

Restaurante Parillada Rojo, cabo villain

La pulperia de melide de lola, A Coruña

Artesa da Moza crecha, Betanzos

La tucho, Santander