Un mese di quarantena

Un mese di quarantena

Non andrà bene, ma non moriremo. Perché prima o poi finirà, finirà tutto quanto (cit.)

 

Mi sono rotto il cazzo dei flashmob. Di chi si lamenta dei flashmob, dei cani e dei padroni dei cani, dei runner e degli accusatori dei runner.

Mi sono rotto il cazzo degli sceriffi di quartiere, giustificati da un concorso fatto anni addietro che gli ha regalato una divisa, ed ora si sentono i capetti.

Le regole che non dicono di portare la mascherina e poi non puoi entrare al supermercato se non ce l’hai, come se fosse il Berghain a Berlino. Mi sono rotto il cazzo dell’ottimismo manifestato i primi 3 giorni e poi quando ci siamo resi conto che non sarebbe stato uno scatto, ma una maratona di mesi, allora niente più ottimismo (sono capaci tutti a fare gli ottimisti il primo giorno).

Mi sono rotto il cazzo di lavorare, che è l’unica cosa che mi tiene sano ed occupato per la maggior parte del giorno, se non fosse che mi rendo conto che lavoro per produrre beni e servizi che non vengono acquistati da nessuno, visto che siamo tutti a casa. Quindi il lavoro è ormai diventato solo un tempo occupato da attività, per lo più, inutili. E io sono uno di quelli fortunati che fa smart working anche in maniera seria.

Le videochiamate non sono come vedere le persone in prima persona, no non lo sono e mi sono rotto il cazzo di parlare tutti insieme dentro ad uno schermo. Se non l’avessi avuto starei impazzendo da molto prima. Ma mi sono rotto il cazzo.

“Dicono…” “ho sentito che fino a ..” “comunque prima di ..” mi hanno stufato. Finirà quando sarà finita, che ne parliamo a fare? 

Mi sono rotto il cazzo dei numeri. E solo i numeri possono dirci se e quando sarà finita. Mi sono rotto il cazzo di chi uscirà a Pasqua e poi farà risalire i numeri e io che sto a casa da 1 mese sarò l’eroe. L’eroe stupido come quelli che pagano le tasse e l’altro 60% le evade. 

 

Mi ha stufato i vostri ricordi dei social, i vari “un anno fa, quando potevamo uscire” i vostri “torneremo a rivederci come in questa foto di Salento 2004” forse non ci torneremo, qualcuno morirà e qualcun altro impazzirà. O più semplicemente torneremo delle mediocri persone come prima.

La televisione con gli inviati da casa davanti a finte librerie, con quelle cuffiette orribili, le luci impostate malissimo, la definizione da webcam primi anni 90 mi ha rotto il cazzo. Se continua a lungo in questa maniera, potrei valutare di iniziare a vedere musical anni 60 (odio i musical, per chi non lo sapesse. Li odio da sempre)

No, l’Europa non è cattiva perché non ci vuole dare i soldi. Siamo noi il figlio che si sperpera tutto quello che gli dai, che se lo gioca al picchetto, che se lo perde perché è sbadato, che lo regala a maghi, truffatori o malavitosi. Ad un certo punto anche tua madre non ti darebbe più i soldi, anche se stai alla canna del gas. La storia è quella del tizio che grida sempre “Al Lupo al lupo”. E sappiamo come è andata a finire.

Non siamo in guerra, non siamo in galera, non siamo eroi, non siamo martiri, non siamo persone migliori, non ne usciremo meglio, non ne usciremo peggio, non siamo più bravi noi mica come quelli di …. (potete inserire la categoria o nazionalità che volete) e non lo siamo perché abbiamo fatto i nostri sbagli e le nostre scelte buone.

Andrà tutto medio, come è sempre stato e come sempre sarà. 

Ma io nel frattempo mi sono rotto il cazzo.