Category Archive foto e video

Natale 2021 e Capodanno

Arrivato anche quest’anno con tutta una serie di limitazioni dovute alla situazione pandemica tutt’altro che positiva, si è riusciti a festeggiare e salutare tante persone. Consueti gli auguri al noto bar “old style” della provincia Romana. Nonostante le voci che lo diano come fervente No-Vax. Vigilia e pranzo di natale come da tradizione, ed anche questo strano perché a volte si potrebbe evitare di mantenerle ste tradizioni che alla fine sono “il motivo per cui dobbiamo essere stupidi come i nostri genitori”.

Niente Trivial Pursuit, tuttavia una veloce partita al gioco della Taffo “con me nella tomba” che è simpaticone e veloce. Oltre agli innumerevoli auguri, prosecco, birra e cocktail sono scorsi anche per rendere il tutto un poco più sopportabile.

 

Pochi giorni dopo sarebbe stato capodanno e viste restrizioni abbiamo deciso di fare cose casalinghe. Un quartetto di amici che si sono dedicati a mangiare dalle 17 fino all’una di notte in continuata, hanno visto il film “2022 – i sopravvissuti”, hanno visto 3 puntate dei Ferragnez, hanno giocato ai filtri di instagram e quanto essi rendano le facce irreali, hanno ballato e hanno cantato al karaoke.

Fernanda in foto è pesantemente artefatta dai filtri instagram

Poi dopo la befana, ultimo finesettimana di festa, con la visita del caro amico estero Piero che ha portato le mozzarelle. Abbiamo mangiato, bevuto, abbiamo visto un giardino sensoriale per ciechi, abbiamo preso un drink sul lungotevere e infine un immancabile panino allo zozzone di Porta Maggiore ad orari improbabili.

Il giorno dopo, fresco come una rosa, Autostrada verso Francavilla al mare per stare con qualche amico, con Fernanda, mangiare la pizza e giocare al gioco da tavolo della Taffo

Buon natale 2021, buone capodanno e buone Feste. Chissà le prossime come saranno…

Festa delle castagne a Carpineto 2021

Poche foto quest’anno, ma un piccolo ritorno agli eventi che mi piacciono. Dopo un anno di pandemina, dopo aver saltato la versione estiva della sagra a Carpineto per il pallio 2021, almeno eccomi risalire sui monti lepini per la sagra della caldarrosta, che poi altro non è che un pretesto per bere e mangiare con gli amici, ma con il freddo (a differenza di quella estiva che è un pretesto per bere e mangiare con gli amici, ma con il caldo).

Non tutte le fraschette erano aperte, per cui purtroppo non abbiamo potuto mangiare come è nostro solito a San Gnaco. La fraschetta de Jo Curso ci ha comunque sfamati con polente, fettuccine, salsicce, dolcette e caffè. Ovviamente anche con le 8 bottiglie di vino. Una a testa praticamente. 

Poi ritorno in piazza, perché come si può perdere lo spettacolo comico di Martufello? Martufello che è stato anche cercato e inseguito post spettacolo per una foto, un autoscatto un “zerfi” ma purtroppo senza successo. Prima e dopo il noto comico (noto?) una delle peggiori cover band di Zucchero mai sentite. Poco male, fa parte delle cose che possono succedere. Proprio riagganciadoci alla spasmodia ricerca di Martufello, incappiamo in una disfida di organetto tra giovani. Proprio come una rap battle moderna, a suon di strofe in rima un piccolo gruppetto di giovani se l’è cantata di santa ragione. Mi piace pensare siano ancora là, anche perché non avevano alcuna idea di smettere…

Grande sorpresa di quest’anno i piccoli liquori artigianali venduti e fatti assagiare da improvvisati banchetti dentro ai garage. Lauro, peperoncino, rucola, basilico, erbe a caso tutte rigorosamente in formato alcoolico, una delizia del palato che comunque poco a fatto contro i vodka tonic di infima qualità presi in giro per i vari bar. Rientro contenuto intorno alle 3:00 di notte. Tanti saluti e all’anno prossimo! 

 

Osteria Francescana

Perché? Non è per tutti, non è da tutti e non è solo una questione di soldi, il motivo che ti spinge ad andare in un ristorante stellato a spendere cifre esorbitanti per quello che, alla fine, è solo un pranzo.

La vera ragione non risiede nel pranzo, o solo nel mangiare, ma è l’esperienza e l’esperienza dell’Osteria Francescana posso dire di averla fatta. Chi mi conosce sa che mi piace il buon mangiare e che ho frequentato, grazie ad amici sopratutto, altri ristoranti stellati Michelin, per cui  andare all’Osteria Francescana di Bottura faceva parte di un desiderio che, anche per difficoltà organizzative (le prenotazioni partono 6 mesi prima per 6 mesi dopo), per covid, restrizioni, lontananza ed economia, poteva non essere facile da soddisfare. 

Grazie all’impagabile Fernanda, sabato 23 ottobre 2021, siamo andati a Modena in questo ristorante e quindi, anche se privo di velleità da foodblogger o da recensore, ecco qui il report di quella esperienza fatta anche di crostoni alla mortadella, di cotolette alla Bolognese all’Osteria dell’Orsa (non ottime) e di bevute e mangiate tra parenti e amici. Perché in fondo se vai tra Modena e Bologna v’asssicuro che qualcuno da salutare ce l’ho. Ma veniamo a:

Le recensioni bocca di fregna di Miro Barsa: L’Osteria Francescana

Il punto da mettere in evidenza è senza dubbio la professionalità e la bellezza del personale di sala: un vero e proprio balletto al servizio del cliente. Questa cosa è una spanna sopra qualsiasi altra considerazione, perché ogni spiegazione di piatto è commozione. Ogni gesto è balletto e musica senza suono, ogni parola una garbata descrizione. 

La location è curata, minimale ma non eccessivamente fredda, apparecchiatura bella ma senza strafare come ho visto da altre parti dove si usano geometrie di piatti non funzionali. Alcune scelte non in linea con il mio gusto, ma rispecchiano probabilmente una volontà dello chef. Io per esempio tutti sti fiori e la moquette floreale me li sarei risparmiati, ma sono scelte.

Il menù degustazione va assolutamente fatto con l’abbinamento di vini, solo così si gode di una varietà di sapori di vini e bevande, altrimenti mai assagiati. Alle bevande voto 10, cioè davvero… se riesci a farmi bere anche l’anisetta al caffè (roba che dopo aver vomitato litri di sambuca, un sapore del genere normalmente non lo vorrei sentire neanche da lontano) vuol dire che sei un vero maestro dell’abbinamento. 

I piatti sono vari e parecchi, nella versione da noi provata erano rivisitazioni di piatti di altri chef (il menù sta più sotto, andatevelo a leggere). Alcuni piatti erano eccezionalmente buoni, altri buoni. Va valutato la totalità del piatto, quindi se ci si sofferma al solo gusto al palato, quello che posso dire è che alcuni piatti sono eccezionali, per esempio il Controfiletto del San Domenico, Le Capesante Ripiene di Mortadella, la piccola pasticceria, altre cose buone però non da strapparsi i capelli. Di sicuro ottimo l’impiattamento, le materie prime, gli accostamenti mai errati, le consistenze. 

Nota di merito per il gusto della sorpresa, la rivisitazione della carbonara con il caviale, il filetto che non è di carne, gli spaghetti che non hanno spaghetti. A fine pranzo un piccolo regalo: un bottiglina di aceto balsamico di Modena. Un’esperienza che vale la pena. 

Il costo lo trovate sul loro menù ufficiale.

Il menù

WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS

  • Volevo Essere Fritto – Ciccio Sultano 2010
  • Il Wafer si Veste D’oro – Giancarlo Perbellini 2003
  • Minestra di Pane – Fabio Picchi 1979

 

  • La Cipolla Fondente – Salvatore Tassa 1990
    Sfoglia di Parmigiano, cipolla
  • Insalata di Spaghetti al Caviale – Gualtiero Marchesi 1985
    Verdure, pasta di seppia, caviale, miso di spaghetti
  • Le Capesante Ripiene di Mortadella – Fulvio Pierangelini 2005
    Ravioli di capesante e mortadella, chowder di finocchio, mela marinata
  • Controfiletto del San Domenico – Nino Bergese 1975
    Melanzana, glassa fumée e salsa alle erbe
  • Savarin di Riso – Mirella Cantarelli 1960
    Chawanmushi di Parmigiano, lingua, spugnole, taccole, asparagi e fondo di funghi
  • Faraona alla Creta – Mirella Cantarelli 1963
    & Risotto alla Bergese – Nino Bergese 1974
    Faraona ripiena di pane e frattaglie con fondo bruno filtrato infuso con riso tostato
  • Germano Ripieno di Anguilla – Igles Corelli Trigabolo 1985
    Anguilla, pelle croccante, spinaci, rafano, marasche e aceto balsamico Villa Manodori

 

  • Budino di Cipolla – Igles Corelli Trigabolo 1983
    Crème caramel di foie gras e lapsang souchong, cipolle caramellate, chantilly di zenzero, meringa
  • Zuppa fredda di Carbonara – Gianfranco Vissani 2020
    Crema inglese al pepe, guanciale, banana, gelato di pecorino, caviale
  • Tortelli di Zucca – Famiglia Santini Dal Pescatore da sempre
    Patata dolce al forno a legna, mostarda, limone, vaniglia, burro, profumo di caffè
  • Riso Oro e Zafferano – Gualtiero Marchesi 1981
    Cannolo – Corrado Assenza 1985
    Babà – Gennaro Esposito 1994
    Camouflage – Massimo Bottura 2012

Abbinamento vini

  • Lo Triolet Marco Martin 2019 Valle d’Aosta
    uve: Petite Arvine
  • Fonte Canale Cristiana Tiberio 2018 Abruzzo
    uve:Trebbiano d’Abruzzo
  • Fulvio
    Riesling tedesco, acqua tonica, succo di mela verde, erbe aromatiche e limone naturale
  • “La Barbera sta al Barolo come i contrasti stanno all’armonia”
    Omaggio a Marco Bottura
    Barbera d’Alba Superiore 2017 Marco Bottura Piemonte
    uve: Barbera
  • Boca Le Piane 2016 Piemonte
    uve: Nebbiolo, Vespolina
  • Vermouth rosso 721 Baldo Baldini
  • Ribolla gialla 2017 Damijan Podversic Friuli Venezia Giulia
    uve: Ribolla Gialla
  • Mufis 2019 Marco Sara Friuli Venezia Giulia
    uve: Picolit
  • Anisetta Rosati e caffè

Assasinio sul Nilo

Ho avuto modo di interpretare Hercule Poirot nella rappresentazione della scena finale di Assasinio sul nilo. Il tutto all’interno di un bell’evento che contava un interessante e ben strutturato approfondimento sui costumi del film del 1978, la rappresentazione della scena finale e un divertentissimo, e agguerritissimo, quiz sul film e sul libro. È stata davvero una bella esperienza e ringrazio tutti i partecipanti, in particolare Antonella che mi ha inserito in questo evento.

 

Associazione culturale cinema e storia

La provincia, Califano, le ore piccole

Era venerdì 24 settembre 2021, il calendario e i social ci ricordavano con forza il compleanno dell’uscita di Nevermind dei Nirvana 30 anni prima. Stesso giorno anche per Badmotorfinger e di Blood Sugar Sex Magik. Ovviamente di serate a tema ce ne erano parecchie, concerti, discussioni…

Per quanto riguarda me, ho fatto un’altra scelta e mi sono recato in provincia, a Colleferro. Anche per salutare varia gente e poi perché la provincia regala sempre serate particolari come il concerto tribute band del grande maestro Califano (il termine “grande maestro” e “punto di riferimento” verrà utilizzato dal cantante più e più volte durante la serata) il tutto nella meravigliosa cornice del cortile interno di palazzo DoriaValmontone. Il concerto è stato bello. La band, composta da parecchie persone, era formata da artisti di grande professionalità e bravura, peccato perché mi aspettavo un qualcosa di molto più trash. Ospiti d’eccezione come il sosia di Renato Zero (Daniele si nasce) e il corista che proprio bene bene non cantava ma va bene tutto. Il cantante che interpretava Califano perfettamente calato nella parte in tutte le sue sfaccettature. Non ho ben capito perché abbia chiuso il concerto con una sfilza di imitazioni di commentatori calcistici che ricordavano un poco una puntata di La sai l’ultima ma sarà stato l’entusiasmo del momento, chissà.

Il clima non ha proprio aiutato tantissimo: a fine settembre a Valmontone fa freschetto e un concerto che arriva fino alle 23:30 si fa sentire. 

 

Post concerto siamo stati accompagnati al ristorante Fiorello a Valmontone dove, fondamentalmente, ci siamo “ficcati” con la band a mangiare e bere. Il ristorante è bellissimo e particolarissimo, ne sentirete parlare. Poi si torna a Colleferro, e dopo qualche scatto sul luogo del delitto Monteiro, dopo essere fermati dalle forze dell’ordine per un parcheggio un poco azzardato, riusciamo a prendere un’ultima birra in zona Movida prima che tutto venga chiuso e sbarrato. Eh, si la gente la notte fa le cose brutte e quindi tutti a casa a dormire che l’ordine e il decoro è importante e questa è la parte polemica.

Si perché questi non sono concerti, fosse il tributo ai Nirvana o la cover band di Califano, stare seduti distanziati non è un concerto, è un palliativo di concerto. E ancora niente discoteche e ballo che per carità, troppo pericoloso e pieno di perdizione. Sono molto paziente con le normative, e posso anche capire l’estrema prudenza, ma ci sono molte attività molto più pericolose che hanno riaperto (hai detto mezzi pubblici?) mentre concerti, teatri, cinema, discoteche sono o chiusi o lavorano a mezzo servizio e va bene che ci abituiamo a tutto, ma che palle.

Il fine serata finisce al parco del castello a bere le Finkbrau e fare le ultime chiacchiere.

Selenamente in montagna 2021

In pratica c’è una pandemia in atto, che tipo sta da un annetto e poco più, quindi l’anno scorso non ci siamo incontrati e quest’anno abbiamo ripreso ma ci sono ancora delle cose da sistemare. La cosa che posso dire è che il prete s’è ripreso bene dalla caduta di qualche anno fa e dalla malattia della pandemia. Ripreso tanto bene che sono stato rassicurato dalle sue parole nella messa che vanno da un grande classico come “[…] se Dio c’è, altrimenti c’ho preso una fregatura pure io” a un più incisivo “[…] perché tutti seguono i soldi, pure i preti!“. 

Ora non so se hai capito bene bene che c’entrassero i sottomarini Francesci, l’Australia, il Canada e i litigi sui soldi con la celebrazione in tuo ricordo Selena, ma diciamo che fa tutto brodo.

La conclusione degna e il ritorno alla normalità, è sicuramente stato “La messa è finita, andate in pace e io vado via perché la magnatora è poca (c’erano panini e non la tanto agognata lasagna quindi non è rimasto per pranzo ndr.)

Non per tutti è facile venire: un poco la pandemia, un poco la vita e le sfide sempre più grandi, la lontanza, il lavoro, quelli che sono incinta. Insomma c’era qualche assenza ma ci rifaremo. Tu comunque, dacci uno sguardo che è n’attimo che prendiamo una brutta piega. 

Ciao Selma.