Utrecht 2018

Utrecht 2018

Ogni tanto bisogna farsi un viaggio, anche per andare a trovare amici, e sopratutto bisogna andare a trovare Piero, l’amico di sempre dai tempi dell’università.

Andare a fare viaggi così, piuttosto senza senso, ti aiuta a fare conoscenza di tante piccole cose e di accumulare storie. Che è bellissimo. Per esempio: 

A Utrecht c’è uno che fa la pizza buona, si chiama O’Panuozzo 

Al mercato, il finesettimana, c’è un bancone che vende formaggi e ha anche i salami. Sono Italiani ma non c’è scritto…

C’è un tipo che ha portato le bufale campane a Groningen e fa la mozzarella di bufala. Ma non ci sono stato…è un racconto di una cena.

La canzoncina di carillon prima del suono delle campane, serviva per il popolo a non fargli perdere il conto di che ora fosse.

A Utrecht c’è una mostra di carillon e organetti giganti.

A San Martino, a Utrecth, fanno qualcosa tipo sfilata con cosi di carta, ma non l’ho vista. Inoltre le persone la sera escono con tipo un bastone con attaccata una luce, una palla luminosa oppure un flacone di plastica con un led dentro…ma non ho capito a che serve e che fanno.

Spedire 20 cartoline costa più di una dozzina di ostriche.

Se ti fidanzi con un avvocato russo, viene a casa e ti (ri)pulisce.

Te piace o Dinosauro?


Poi una scena teatrale/cinematografica in cui due italiani si trovano ad una cena.

Uno dei due abborda la fidanzata di un terzo tizio, diciamo tedesco, e l’altro…per coprire il tutto, gioca al gioco delle tre carte con il fidanzato della tipa.

Split screen o gioco di luce teatrale, che sdoppia la scena, per mostrare cosa fa l’uno e l’altro nello stesso tempo.

Buio. 

Comunque non è successo. Ma è bello immaginarlo.