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Ventotene Formia, estate 2020

Quest’estate non può eliminare il fatto che sia l’anno del Covid (o della Covid, fate voi). Comunque al di là di mascherine, distanze, metri, metri e mezzo, sanificazioni, ecco il piccolo report della settimana passata dal 4 al 12 luglio 2020.

Per arrivare a Ventotene il mezzo più comodo è prendere il treno fino a Formia e poi da lì il traghetto, il traghetto viene in due forme: Traghetto e Traghetto veloce. Quello veloce è più veloce. Su quello normale, potete portare la macchina, ma se pensate vi serva a Ventotene, forse avete un problema visto che l’isola è piccina. La prima sera ci fermiamo per un aperitivo da Zi Amalia, un bar ristorante che presenta un buon aperitivo con menzione d’onore per le montanarine (pizzette fritte con pomodoro e formaggio). Molta cortesia e dolci che invogliano ad essere comprati anche per la mattina dopo, e infatti due brioche si prendono per questo. 

 

Spinti da numerosi consigli, la cena del primo giorno la facciamo presso il ristorante Il giardino. L’atmosfera è romantica, elegante, ma senza strafare… un “vorrei ma non posso” che fa un poco strano. Antipasto di carpaccio di dentice, buono. Per il primo viene scelto un piatto dal nome molto promettente: “I bottoni di burrata e crudo di gamberi”. Si tratta di una sorta di ravioli ripieni di burrata e con dei gamberi a crudo come condimento. Purtroppo il fondo di consumè di peperone uccide praticamente ogni minimo sentore del pesce, che sembra buonissimo e molto fresco, ma di sapore ne perde tantissimo. Forse un raviolo a pasta grossa ripieno di burrata e un fondo al sapore di peperone non sono le migliori scelte per esaltare il sapore dei gamberi, ma io non faccio il foodblogger. Menzione d’onore per il dessert: un assoluto di pistacchio di Bronte, veramente buonissimo e pieno di pistacchio. 

101 euro in due, vino compreso e passa la paura.

Se volete, per due persone, potete anche prendere un coniglio. Al modico prezzo di 70 euro.

 

Dormiamo all’Hotel Villa Iulia. Un carinissimo 3 stelle con personale cortese e camere ben pulite. La camera è bellissima, una vista sul mare che toglie il fiato. Mai vista una roba così!

L’albergo si trova a cala nave, di fronte all’isola di Santo Stefano e ai piedi dell’hotel, c’è una bella spiagetta comoda con servizio di ombrellone e sdraio a 20 euro al giorno (nessuno ha mai detto che Ventotene sia economica). Per mangiare a pochi metri c’è il ristorante pizzeria Mast’Aniello un classico panuozzo (pizza a mo’ di panino) con pomodoro e mozzarella va più che bene, anche uno in due, sicuramente meglio il classico pomodoro&mozzarella a quello con bufala e prosciutto. La pasta della pizza fa ben sperare per una cena. Tuttavia alla cena l’antipasto misto mare è piuttosto deludente: il gambero in pasta fillo e mandorle non sembra freschissimo, le alici sono troppo sotto aceto, il fiore di zucca senza infamia e senza lode, il baccalà su salsa di patate buono ma non brilla, il polpo e finocchio è un’accoppiata che non comprendo. Il salmone arrotolato su se stesso non so che ci incastarta … non credo sia pescato nella acque del luogo. Soprattuto l’onnipresenza di fiori edibili nulla aggiunge al piatto. Speriamo nella pizza, anche con il ricordo del panuozzo del pranzo, e invece no.

La pasta è molto buona ma con il condimento non ci siamo. La fiori e alici è guarnita con delle alici molto piccole e compatte dal sapore di sgombro in scatola. La pizza alle verdure è insipida, le verdure sanno di poco. Il dolcetto alla ricotta e pere, servito in barattolo (sia mai che usiamo i piatti come piatti e i barattoli come barattoli un domani dovremo rendere conto a Nostro Signore per questo uso sconsiderato del barattolismo) ha poco di ricotta e troppo di pere. La cena, nel complesso, è sotto le aspettative sopratutto per la pizza.

68 euro in due, vino compreso

Finora siamo un poco insoddisfatti dell’aspetto culinario della vacanza e, come ultima risorsa, decidiamo di provare il ristorante dell’hotel Mezzatorre: LA TERRAZZA DI MIMI’. Prenotazione alle 21, entriamo alle 22… un poco di confusione, abituè che saltano la fila ma vabbè. L’isola è così dall’idea che ci siamo fatti: poche persone che spesso si rincontrano. Nell’attesa ci offrono un prosecco e il tavolo che ci viene dato non appena possibile, appiana ogni dissapore per l’attesa con la bellissima vista. Il cameriere ci porta in visione il pescato del giorno. È bellissimo, fresco e scegliamo una ricciola per primo/filetto. Nell’attesa chiediamo se sia possibile anche avere un tartarre di ricciola, che prontamente ci viene portata (fiori edibili compresi) , anche se precisando che non viene dalla stessa ricciola (mi sarebbe sembrato strano sia per questioni di abbattimento che per dimensione: troppo piccola per farci uscire un primo, un filetto e anche una tartarre). Correttissimo nell’esposizione, ottima la tartarre freschissima anche questa. 

Il primo è bellissimo e buonissimo, in pratica dei paccheri con un sughetto legerissimo di ricciola a dadini, sopra il filetto stesso della ricciola. Cottura, accostamenti, sapore e materie prime ottime. Quando vengo personalmente portato in cucina a vedere il pesce appena arrivato (cicale e scorfani ancora vivi e in movimento) mi commuovo dalla bellezza del pescato e dalla bravura dei cuochi. Come dolce un tortino di crema e frutta buonissimo, delicato e ben cotto.

Grazie Mimì! Finalmente una luce nel panorama gastronomico dell’isola!

prezzo: 140 euro in due, vino compreso

Sull’isola la visita alle cisterne romane vale la pena, è ben spiegata e molto suggestiva. Va prenotata ma vi assicuro. che ne vale la pena. La bravura della guida, unita alla bravura di chi ha pensato e costruito tali strutture, fornisce spunti di riflessione.

Se volete ci sarebbe da visitare, ma vanno prenotate, la villa romana e la tomba di Altiero Spinelli, l’ideatore dell’Europa per come la conosciamo.

Higlight

Il baretto Il Gabbiano, posizionato in alto, ottima musica personale gentile, assolutamente raccomandato al tramonto. 

Considerazioni generali su Ventotene

L’isola è cara, lo sapevamo ed è vero. Ci sono cose da fare, ma non è Ibiza. È un piccolo scoglio frequentato da persone abituali, molti con la barca, da famiglie con migliaia di bimbi, da giovini pischelli (fino a 13 anni circa, diciamo) che vanno a scuola di vela. Completamente assente, almeno per la nostra esperienza, la fascia d’età dai 20 ai 35. Il finocchietto e l’amaro di rucola che spesso vengono sponsorizzati, dicono siano fatti con finocchietto e rucola di Ventotene, ma sono poi imbottigliati a Ischia…ma va be’, famo a fidasse. Le Lenticchie pare esistano…ci sono foto, campi.. ma anche lì vatte a fidà se davvero le fanno li (comunque se le fanno pagare al prezzo di produzione locale di nicchia). I fiori edibili su ogni piatto, aperitivo o antipasto sono un qualcosa del quale farei volentieri a meno.

Formia/Maranola

Dopo Ventotene passiamo dei giorni a Formia, ospiti di amiche. Principalmente allo svacco puro, nutrendoci in casa con ottime mozzarelle locali, aperitivi, olive e quant’altro. Un aperitivo e una giornata di mare la passiamo anche nella vicina Sperlonga. L’ultima sera ci spostiamo verso il piccolo borgo di Maranola, dove mangiamo alla Ostaria 43. Un menù fortemente a base di carne che, grazie alla gentilezza e all’inventiva di chef e camerieri, è stato riadattato anche per chi, alla nostra tavola, era vegetariano. Un antipasto buonissimo, carne e affettati ottimi. La grigliata eccellente. Il prezzo veramente più che onesto. Consigliatissimo!

Link utili

Hotel Villa Iulia

Zi Amalia

Ristorante il Giardino

Mast’Aniello

Le terrazza di mimì

Il Gabbiano

Ostaria 43, Maranola (Formia)