Prologo – Londra 2016

Prologo – Londra 2016

Parto per Londra,
E sono emozionato, sono 20 anni che non torno a Londra. E 20 anni fa io e lei, Londra, eravamo diversi. Ho pensieri mischiati nella testa, i ricordi della sterlina che valeva “il doppio più un po’” della lira, cabine telefoniche, il peggior ostello della mia vita (bha diciamo tra uno tra i peggiori 5….). Quello che mi manca e la paura incoscente del tempo, ormai diventata paura coscente del presente. L’amico del tempo, sul quale mi sono appoggiato per quei quasi 20 giorni di sopravvivenza. Londra per me è stato il mio salto nel fuoco al tempo, il passaggio da “mi ci portano” a “ti ci porto”. Non che sia diventato il più grande giramondo, anzi…da alloro mi sono perlopiù seduto, fermo su pigrizie e paure.

Parto per Londra con l’aria di un bambino che va in montagna per la prima volta. Ora parlo Inglese, bhe oddio…. parlo una lingua migliore dell’Inglese di 20 anni fà, migliore di qualche politico attuale…tuttavia non so se riuscirei a capire una dozzina di australiani, compagni di ostello, che ci accudirono al tempo.

Parto per lavoro, 20 anni fa non avrei neanche pensato al lavoro. Non che m’aspettavo di finire disoccupato, solo che proprio il problema non si poneva. Come ora non si pone il problema della pensione, della malattia, della morte (interessante come non abbia messo cose positive nel mio futuro…ah la mente umana)

In fondo è un posto come tanti, dove la gente come tanti, si alza, va a lavoro, nasce, figlia, muore. E’ un posto. un posto e basta.

Eppure lo so, che sceso dall’aereo, mi verrano gli occhi lucidi come se rivedessi un amico d’infanzia.