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Sono Miro Barsocchi Quality Assurance software tester, ingegnere Elettronico e, per ridere, anche speaker radiofonico, attore, barman, surfer. Puoi trovare il mio curriculum vitae lavorativo, i podcast delle mie trasmissioni e altro nel menù.

Le ultime cose
Trieste è una città di frontiera dove non ero mai stato e l’occasione per visitarla è l’apertura del tour di Max Pezzali unita all’ospitalità di una coppia di amici che torna dall’Olanda e, gentilissimamente, ci ospita nella casa dei genitori (grazie Fabs!!). Il Collio Appenna atterrati si passa a Gradisca per un veloce aperitivo al Solito Posto Food & Drink a base di spritz bianco e tartine con baccalà mantecato. Poi sul ponte a vedere l’Isonzo, di nuovo in macchina verso Cormons (dove mio padre ha fatto il militare, ma questo interessa poco) e a pranzo all’Osteria agli antenati, una tipica osteria con cucina della tradizione. Hai bevuto poco? Beh fai una tappa all’enoteca di Cormons che anche se non è nella sua storica sede, è sempre gradevole.  A questo punto si arriva alla Tenuta Della Casa (La pausa del Collio) una cantina con agriturismo dove ci beviamo una bottiglia di vino, prima di fare un’ interessantssima degustazione di vino e poi un altro paio di bottiglie prima di andare a dormire. Ora capisco come mai mio padre è partito per il militare astemio ed è tornato bevitore…  La cantina “Tenuta della Casa” è uno spettacolo di modernità vinicola: le botti in cemento sono sia design che funzionalità, le metodologie di vinificazione, la scelta di soli blend e la scommessa del futuro nei vitigini PIWI, proiettano questo piccolo gioiello più avanti di altri produttori di vino e il vino è assolutamente gradevole e di ottima beva. Il personale è gentile, cordiale e disponibile.  Poi c’erano una 20ina di psicologhe che stavano facendo tipo un evento, roba di team building forse, ma che erano piuttosto inquietanti perché ogni volta che gli passavamo accanto si azzittivano e ci guardavano. Oooooook..  La mattina si passa a vedere Cividale del Friuli e il suo bellissimo ponte del diavolo, pranzo a base di carne alla Trattoria da Marcello assolutamente da segnalare: le verdure e la frittata di porcini sono buonissime ma il top è la grigliata di carne portata al momento, nel senso che tu ordini la grigliata e loro, mano mano che grigliano, ti portano la carne. Quindi prima ti portano una bistecca e te la mangi, poi hamburger e te lo mangi, poi salsiccia.. e così via finchè non gli dici STOP. Gusto al massimo perché niente si fredda, niente si spreca e la carne è ottima. Bella Formula Marcello! Di passaggio verso Trieste, ci si può fermare anche al sagrario militare di Redipuglia. L’ultimo giorno, prima di ripartire, facciamo scalo a Grado (cit.) cittadina sul mare piena zeppa di turisti Austriaci e Tedeschi.     La città di Trieste Se non vi viene in mente che ci sono passati gli Austro Ungarici a Trieste e che l’archittettura quello parecchio riflette, allora siete ciechi. Piazze e edifici lo mostrano chiaramente, così come lo mostra il numero di pasticcerie, più o meno grandi, che si rifanno proprio alla tradizione dei dolci Austriaci. Si gira bene a piedi ma basta un angolo e sei in salita, tipo Lisbona per capirci . Ma gli autobus sono puntualissimi e precisi. Poi ci sarebbe un tram, ma sono 5 anni che non c’è e questa è un’altra storia. Oltre a piazza Unità d’Italia, simbolo della città, per gli amanti come me del cemento, la visita obbligata è al Santuario del monte Grisa (che praticamente è la sede della Tyrel Corporation di Blade Runner) e al quartiere Rozzol Melara, simbolo di utopie architettoniche che, in questo caso, sono finite meglio di altri (Corviale, le Vele) e dove è stato girato il video di Tuta Gold di Mamhood. E quindi Lunga vita al cemento armato!  (che come disse Morandi, non il cantante, è lunga si, ma siamo intorno ai 50 anni eh… magari facendo anche manutenzione). Quando visitate la piazza, andate pure al molo Audace, che tanto stà là davanti. Per mangiare siamo stati a Le Botti un piccolo ristorante con ampia scelta di vini e piatti molto sfiziosi: frittelle di neonata, antipasto di pesce marinato, degli ottimi calamari ripieni con mantecato di baccalà e il pescato del giorno (Branzino) cotto alla perfezione. Una visita la vale anche l’antico caffè San Marco che è anche libreria. Curiosità: al largo di Trieste c’è l’imbarcazione a vela più grande del mondo con i suoi 143 metri di lunghezza, valore stimato 530 milioni di euro. Il proprietario, Melnichenko, è considerato uno dei cento uomini più ricchi del mondo. E sta barca è stata sequestrato dallo stato Italiano ma siccome occupa una marea di spazio, sta in rada in mezzo al mare… ma è solo un costo e non si sa bene che fine farà. L’ultima sera la passiamo al Liverpool pub dove, sotto un acquazzone tropicale veramente impressionante, festeggiamo compleanni, beviamo birra, mangiamo hamburger di fassona e vediamo la partita di basket Trieste Cuneo finita 73 a 74.   Un poco di pioggia…     Il concerto di Max Pezzali Max è il cantore della nostra generazione, dove ci riconosciamo tutti, nei suoi testi, nella sua poetica, nelle rime semplici e nelle metriche assurde (è sempre l’unico che ha messo la parola Brugola in una canzone). Ci riconosciamo anche nella sua forma fisica perché con il tempo si sà, un poco tutti ci lasciamo andare dai!  Il concerto è il meglio del meglio del suo meglio, e non si smette mai di cantare guardando un palco con una scenografia di gonfiabili e dei video-wall fatti molto bene! Il pubblico è quelli della tua età che sono cresciuti e quindi, di base, c’hanno figli, hanno messo su panza, perso i capelli o al massimo “beh te li porti bene dai…”. Poi c’è quella vena di follia che ti fa capire tante cose: c’è quello con la copertina di Nord-Sud-Ovest-Est tatuata su un polpaccio (anche meno dai), c’è la mamma che ha rasato la nuca dei capelli del figlio con la scritta MAX, c’è il padre che guarda il concerto ma si annoia tantissimo.  Sono due ore e rotte di concerto, con una botta di fortuna incredibile in quanto eravamo nella parte semi-coperta dello stadio Nereo Rocco, e quando ha piovuto la copertura è stata apprezzata parecchio. Poi veniamo ripresi al pareccheggio dell’eurospar, proprio come a 17 anni, che bello!     https://www.mirobarsa.com/wp-content/uploads/2024/06/Max-pezzali-Trieste.mp4 Solito Posto Food & Drink Piazzale dell’Unità d’Italia, 22, Gradisca d’Isonzo Osteria agli antenati via Udine 18, San Lorenzo Isontino enoteca di Cormons Piazza XXIV Maggio, 21, 34071 a Cormons (GO) (se hanno finito i lavori di sistemazione della piazza, altrimenti è lì vicino) Tenuta Della Casa (La pausa del Collio) Località Novali 1, 34071 Cormons (GO) Trattoria da Marcello Via Corona 38, 34071, Cormons Italia Le Botti Via Torino 15, 34123, Trieste caffè San Marco via Battisti 18/A, Trieste Liverpool pub Via degli Alpini 18, Opicina [...]
Sono un discreto conoscitore dell’ambiente informatico. Da un certo numero di anni lavoro in quel campo, in un settore specifico che riguarda l’automazione dei test, ma detto questo (che interessa molto poco) posso dire che conosco la programmazione.  Conosco i linguaggi, conosco le basi logiche, elettriche (anche quelle) architetturali e anche filosofiche dell’informatica. E conosco anche i concetti dietro alle intelligenze artificiali pur non avendone mai usata una, mai programmata, mai sponsorizzata. Ad oggi le AI (intelligenze artificiali) sono sulla bocca di tutti: tutti ne parlano, pochi ne capiscono, molti la usano. Per quanto si possa pensare che noi nerdoni dei computer siamo tutti appassionati delle AI, sappiate che non è sempre vero. Io sono tra gli scettici e tra quelli che non si stanno mettendo alla spasmodica ricerca di dove usare sta roba.  Stephen Hawking disse che le AI potevano essere la più grande invenzione degli ultimi anni o la rovina del genere umano. Sarò invecchiato, sarò pessimista, ma credo molto più nella seconda ipotesi, nella rovina del genere umano. E non perché la tecnologia in se sia in grado di creare macchine senzienti che ci uccideranno tutti in modalità Terminator, piuttosto perché siamo degli essere senzienti con poco senso logico e spesso votati all’autodistruzione. Quello che vorrei dall’AI è che facesse tutti i compiti per cui è stata creata, liberandoci da incombenze e lavori ripetitivi, al fine di migliorare la vita di tutti gli esseri umani non costretti più a dover fare un certo numero di operazioni. Quello che farà la AI sarà togliere lavoro a professionisti e specialisti del settore, per rimpiazzarlo con lavoro a probabile qualità più bassa seppur sempre accettabile, creando sacche di disoccupati, masse di esperti sovrapagati che però ne capiscono poco. Sarà automatizzare compiti pericolosi come armi in ambito militare o sistemi di sicurezza in ambito industriale (centrali elettriche, nucleari, presse, macchinari pericolosi) con la possibilità di finire in errori giganteschi ma accorgendosene solo dopo: “eh…ma sai, il carroarmato a guida autonoma comandato dalla AI ha sparato al quartier generale amico perchè per un errore di addestramento del set di dati non è stato in grado di capire che fosse il suo quartier generale”  oppure “l’altoforno ha automaticamente versato il metallo sugli operai in pausa pranzo perché non ha riconosciuto il tavolo da pranzo dal carrello per lo spostamento del piombo fuso“ Non vi preoccupate, dopo qualcuno di questi incidenti sicuramente si prenderanno provvedimenti. Come del resto si sono presi provvedimenti dopo i morti sul lavoro… E se si prenderanno saranno sicuramente ragionati, come quando abbiamo deciso di dire no al nucleare e poi però non abbiamo fatto niente per avere un’alternativa energetica. Del resto che abbiamo fatto con internet? Questa meravigliosa tecnologia in grado di metterci in contatto con un aborigeno al di là del globo… che cosa abbiamo fatto? L’abbiamo reso un posto dove tutti, e davvero tutti, hanno la possibilità di diventare più importanti dei veri specialisti, abbiamo dato voce ai peggiori disagiati, abbiamo dato gli strumenti alla propaganda di qualsiasi tipo, abbiamo fornito la possibilità di ricattare con video e audio. Abbiamo creato un ecosistema pericolosissimo per giovani e giovanissimi stretti tra video virali, modelli estetici assurdi e morte della privacy. Ma non voglio incolpare la tecnologia, voglio solo dire che una civiltà come la nostra in grado di creare un intelligenza artificiale che può sostituire tutta una serie di figure lavorative, non si preoccuperà mai di eliminare il lavoro, garantire benessere per tutti, migliore la salute e lasciare le persone libere di fare altro. Nessuno spingerà per questa visione Classica della vita, simil antichi Romani o Greci che pensavano giustamente al valore dell’ozio, dell’arte, della speculazione filosofica.  Noi no, dobbiamo passare la nostra vita lavorando. E se il nostro lavoro lo fa una AI, dobbiamo trovare un altro lavoro dove passare la nostra vita lavorando. Non c’è altro. Buon futuro   [...]
Il fatto è questo: Papa Francesco è andato agli stati generali della natalità ed ha fatto la seguente affermazione C’e un dato che mi ha detto uno studioso della demografia: in questo momento gli investimenti che danno più reddito sono la fabbrica di armi e gli anticoncettivi: uno distrugge la vita, l’altro impedisce la vita. E questi sono gli investimenti che danno più reddito. Che futuro ci attende? E’ brutto Accostare la guerra agli anticoncezionali come massimi mali del mondo è orribile. Se poi lo fa il capo di uno stato estero è ancora peggio.  Siamo l’unico stato del mondo occidentale in cui l’opinione di un qualsiasi uomo di religione ha più peso di quella di un cittadino, di un politico, di uno specialista. Il capo di uno stato estero ha potere e influenza sul nostro stato, un poco come se domani Mattarella si svegliasse, andasse in Spagna e gli dicesse “guarda, secondo me sta roba che c’avete ancora la monarchia non va tanto bene” e gli Spagnoli gli danno retta, tengono da conto la sua opinione. Molti dicono che avere una posizione anticlericale è anacronistico, perché non è il 1700, perché non fa niente di male e così via con risposte buoniste e a mio parere molto superficiali. Il papa è il capo di uno stato estero, ha un potere comunicativo enorme, tipo una Chiara Ferragni ma miliardi di volte più grande e con migliaia di anni di esperienza alle spalle. Con una succursale in grado di ripetere il proprio messaggio in ogni più piccolo anfratto di questo paese (c’è una chiesa anche dove non c’è una caserma, sappiatelo). Ha posizioni ben chiare, radicate e, sopratutto, inamovibili e insindacabili su tutta un certo numero di questioni che non sarebbero di sua competenza. A voler essere precisi, la storia “A Cesare quel che è di Cesare a Dio quel che è di Dio” non l’ho neanche detta io, ma vabbè. Il papa è il capo supremo massimo di questa baracca indistruttibile che è la chiesa e non si può separare l’essere umano, la persona, dalla sua figura. Dire che papa Francesco è buono perché è così simpatico, è come dire che Bin Laden non può essere stato così cattivo con quella barbetta da vecchietto così alla mano! E il capo supremo investito per volere divino, così è quando lo eleggono, è una roba che scende lo spirito santo e viene eletto. E se credi nella religione questa cosa è semplicemente così, la religione ti impone di crederci, non è discutibile, non è che puoi fare “guarda io credo in Dio, Gesù, la trinità, però il papa eletto per volere divino no e pure la resurrezione di Cristo non è che m’ha tanto convinto…”. Non si può fare cherry-picking.  Con la religione non si può fare cherry-picking!  Detto questo, magari, la cosa da fare sarebbe indignarsi, prendere una posizione netta a favore dello stato, rimandarlo ad Avignone (vabbè questa forse è un po’ troppo utopica). Ma continuate pure a dire “Ma questo papa guarda che ha fatto tanto… è bravo… è buono”. fonte Ansa [...]