Proposta per il sindaco di Colleferro

Proposta per il sindaco di Colleferro

Caro Sindaco, Caro Pierluigi,

Sono Miro, ho vissuto a Colleferro per 19 anni e faccio parte di quelli che sono andati via per opportunità, necessità, voglia.

Io, come altri sparsi per il bel paese e anche all’estero, non ho mai smesso di seguire le vicende del “Colle“. Durante le feste sono sempre tornato a riabbracciare quella valle d’umido e freddo d’inverno, e d’umido e caldo d’estate. Ho seguito tutte le sue attività e iniziative, ho gioito della sua rielezione, ho apprezzato il percorso di rilancio, di pulizia, i difficili momenti legati al delitto Willy.

La stimo Pierluigi, la stimo per un lavoro difficile e complesso come è quello dell’amministrazione locale e della politica.

Noto con piacere il suo lavoro per portare l’interesse verso la cittadina di Colleferro: il mercatino, la notte bianca, la sagra del peperoncino, il motoraduno storico. È tutto bellissimo e sicuramente ha uno suo appeal, ma io sono qui per farle una proposta in più. Un salto in avanti. Uno slancio di originalità che si, lo so, comporta anche i suoi rischi.

Alcuni eventi della città di Colleferro

Noi tutti sappiamo che molte delle sagre di paese nei dintorni, sono state costruite e organizzate ad arte per aumentare il turismo. Non esistevano allevamenti di lumache (e non esistono ora) ma c’è una sagra della lumaca. I vari palio di <nome_paese> sono comunque un’ invenzione moderna. Le castagne non sono più d’interesse commerciale poiché provengono da altri posti e la stessa sagra è solo di tradizione. La cosa più divertente dell’hinterland prevedeva l’uso di un maiale e di duellanti bendati, ma quella non si può fare più per vari motivi. In ogni caso, quello per cui comunque queste manifestazioni hanno un loro fascino, è l’ambientazione storica dei borghi dove vengono proposte: piccoli borghi medievali, ben tenuti, con stradine strette, chiesette, legno, pietra, stendardi, bandiere, dame e cavalieri.

Diciamocelo Pierluigi, una disfida stile palio di Siena a Colleferro stonerebbe. Ma perché Colleferro è cemento, è ferro, è chiavi inglesi, fumo, rumore, fuoco, munizioni, zang-zang tumb-tumb di Marinettiana memoria.

È Morandi e il suo lavoro, l’ha detto mille volte lei stesso: “la città Morandiana”! Ha tanto sponsorizzato il film che di questo è anche specchio.

E qui Pierluigi, qui la mia idea. L’idea per una manifestazione nuova, diversa, originale ma di sicuro impatto. Il nome provvisorio è:

La Sagra del Bullone

Una manifestazione aperta con stand, cibo, visite, incontri e dibattiti. Il tutto però a tema industriale moderno. Basta con queste esibizioni di tomboli e centrini e via ad una bella mostra di torni, bielle, pinze e altri attrezzi.

Un centrino che potete trovare in qualsiasi sagra di paese

Basta con questi cavalieri vestiti come dei clown su poveri cavalli lanciati al galoppo. Si faccia piuttosto una bella disfida di saldatura dove viene testata la velocità di giuntura di due lastre d’alluminio!

Foto di un qualsiasi palio di un qualsiasi paese

Basta con strangozzi, sfrinfitulli, strozzapreti, spingugnoni e altri nomi di pasta misconosciuta ma “dalla antica tradizione medievale che facevano le vecchine nelle case“. Facciamo invece ottimi banchi d’assaggio dove si mangiano i pasti da lavoro di operai di una volta: pane, frittata, pasta avanzata, birra da 66, vino rosso e compagnia bella. Magari dentro portapranzo d’alluminio.

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Un tornitore all’opera

Mostre sul lavoro, sulla fabbrica, su come si realizza un porta tovaglioli da un proiettile tornito (ne ho uno, posso testimoniare e so di non essere il solo…). Il processo di fabbricazione del cemento, la meraviglia chimica di tutte le sostanze utili a tutte le produzioni passate presenti e future dell’area..

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La bellezza del cemento

Le possibilità sono tantissime, basta solo della fantasia e potremmo essere il primo paese a fare una cosa del genere. Anche dal profondo nord industrializzato verrebbero a vedere e a competere all’eventuale sfida che sarebbe l’evento clou E sarebbe vero, perché Colleferro è questo: è lavoro, acciaio, fatica, sudore.

Al momento sono idee accennate, ma credo, caro Pierluigi, che lei abbia capito l’idea. A Peccioli fanno i matrimoni in una discarica che hanno sistemato. A Campo Tizzoro sulla montagna pistoiesi, c’è il museo di produzioni di armamenti bellici. A Kalkar nell’area Nord-occidentale della Germania, hanno fatto un parco giochi in una ex-centrale nucleare. Non le suona tutto come un filo rosso che lega il lavoro e l’industria anche con Colleferro? Perché non potremmo farlo, perché non tentare questo azzardo moderno? Potremmo avere anche dei finanziamento di sponsorizzazione dalle varie realtà industriali presenti nell’area (piccole o grandi che siano).

Pierluigi, questa è un’idea che ho da anni. Una cosa impossibile, ma una cosa non è impossibile fin quando non arriva qualcuno e la fa?

Cordialmente

Miro Barsa Barsocchi

 

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