DISINFORMATORI NATI

DISINFORMATORI NATI

Sia reso noto a tutti gli interessati che uno straordinario particolare della straordinaria vita di Minà Gianni (17 maggio 1938-27 marzo 2023), così come estensivamente raccontata dalla totalità degli organi di informazione all’indomani della sua dipartita, non è mai accaduto.

Si tratta del tributo che Oliver Stone avrebbe inserito nei dialoghi di Natural Born Killers (1994) alludendo alla mitica intervista fiume del Minà a Fidel Castro del 1987. La storiella, tanto golosa, ha eccitato un numero così vasto di patrioti a caccia di riscontro che, nel momento in cui iniziavi a scrivere la ‘query’ “natural born”, Google ti suggeriva anche “killers minà”.

Putroppo, e questo è il problema, stando ai numerosi risultati questo tributo esiste(rebbe)!
Non faccio liste di proscrizione, intraprendete (sempre gli interessati, ossia i puristi e le persone perbene) la ricerca come sopra digitata e scorrete i risultati. Mi sottrarrò anche dall’ammonire chicchessia sui tempi difficili in cui viviamo: l’arresto intelligentemente artificioso di Donald Trump; il ‘giumbotto’ artificialmente intelligente del papa; ChatGPT che esclude Gentile e Cabrini dalla difesa all-times della Juventus (corretto il resto, anche se io metterei Tardelli per Pirlo a centrocampo); quotidiane sciatterie mai verificate, prese per buone e riprese ovunque fino a diventare verità passivamente accettate dal volgo.

Questo invece è ciò che è realmente accaduto.

Dopo circa un’ora e sei minuti dall’inizio del film (qualcosa in più nella Director’s cut) Wayne Gale (Robert Downey Jr.) si trova a convincere l’assassino di massa Mickey Knox (Woody Harrelson) a concedergli un’intervista per il programma TV “American Maniacs”.

Questi sono i termini ORIGINALI con cui cerca di persuaderlo ad accettare:
“The first in-depth interview with the most charismatic serial killer ever one day before he’s shipped away to a mental hospital for the rest of his life.
This is Wallace and Noriega.
This is Elton John confessing his bisexuality to Rolling Stone.
This is Maysles brothers at Altamont.
This is the Nixon/Frost interviews.”

Questa è la versione ITALIANA:
“La prima intervista vera e in profondità con il più carismatico serial killer di tutti i tempi proprio il giorno prima che venga trasferito in un ospedale psichiatrico dove forse resterà per il resto della sua vita.
È come l’intervista di Wallace a Noriega.
È come Elton John che confessa la sua bisessualità su Rolling Stone.
È come l’intervista di quell’italiano a Fidel Castro.
O come quell’altra fatta da Frost a Nixon.”

Oliver Stone non ha fatto nessun cazzo di omaggio.

Sono i nostri doppiatori/adattatori che hanno cercato di dare in pasto agli abitanti della penisola bagnata dal Mar Ionio qualcosa di più digeribile alla loro comprensione sacrificando, per altro, non un misconosciuto evento “locale” americano, ma quel crocevia fondamentale della storia del rock e del costume che fu il concerto degli Stones all’autodromo di Altamont (1969). I fratelloni Albert e David Maysles, incaricati di dirigere il docu-film dell’evento (“Gimme Shelter” – 1970), tra i vari disordini, catturarono anche l’omicidio di Meredith Hunter da parte degli Hell’s Angels, il che, storiograficamente, pose fine all’epoca del “flower power” (peace & love quessi) e delle non-stop in ciavatte tipo Woodstock (altro evento di cui si sanno solo 3-4 cose generalmente mistificate).
Mi chiedo poi se l’italiano medio del 1994, a cui hanno imboccato questa roba di “quell’italiano a Fidel” a scapito degli Stones (no, dico, cazzo: gli Stones), avesse davvero più possibilità di sapere chi fosse Manuel Antonio Noriega Moreno (11 febbraio 1934 – 29 maggio 2017), generale e politico panamense, citato solo due battute di dialogo più su. Mah.

Tanto dovevo.

Ciao Gianni, insegna agli angeli come intervistare Fidel Castro.

Sabino Capogreco

Sabino Capogreco